Macello sequestrato a Brescia. Commissariare servizi veterinari ASL

Dopo lo scandalo rivelato dall’inchiesta svolta dai Nas di Cremona e della Procura di Brescia sul vasto traffico di farmaci veterinari illeciti, oggi la stampa riporta la notizia del sequestro di un macello a Ghedi, in provincia di Brescia. 

Gli abusi di questo sistema industriale d’allevamento ultra-intensivo sono stati già messi sotto processo in molti Tribunali del nostro Paese, con il fenomeno delle “mucche a terra” e questo sequestro, probabilmente il primo caso relativo a una struttura per la macellazione legale in Italia, conferma che si tratta di una filiera assolutamente inaccettabile, dove l’illegalità è molto diffusa. Gli effetti sugli animali sono gravissimi, veri e propri maltrattamenti genetici e farmacologici, a cui le Istituzioni devono porre fine quanto prima.

E’ anche ora che le Istituzioni e l’industria zootecnica chiariscano agli italiani come sono allevati questi animali, spiegando che la loro carne è sottoposta a trattamenti medici e doping, che finiscono nei piatti dei cittadini, con possibile pregiudizio anche per la salute umana. Ancora una volta, evidentemente, i controlli giornalieri di competenza dei servizi veterinari dell’ASL non hanno portato alla luce nulla di queste enormi violazioni, dimostrando un sistema di controllo assolutamente inadeguato e incapace di tutelare gli animali e la salute dei cittadini.

Dopo l’inchiesta di Green Hill e questi nuovi scandali dovrebbe essere evidente al Presidente della Regione Lombardia Maroni che è ora di commissariare i servizi veterinari della ASL di Brescia.

Barbara Paladini

COMUNICATO STAMPA