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Il randagio Italo. Dal film alla realtà

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Ultimo aggiornamento

domenica 18 gennaio 2015

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Arrivato a Scicli, in provincia di Ragusa, nel 2008 sporco e affamato, il cane Italo – protagonista dell’omonimo film in uscita al cinema - con la sua dolcezza conquista l’intera comunità e una cuccia in via Mormina Penna.

Adottato dalla comunità, ne è parte integrante: assiste spesso alle funzioni religiose, accompagna i turisti e una notte salva una donna da un’aggressione. Noi lo abbiamo conosciuto: come poteva non partecipare a un convegno sul randagismo, proprio nella sua città? 

Un fenomeno ben conosciuto da Italo e da molti quattro zampe che hanno avuto sicuramente meno fortuna di lui, basti pensare alla caccia al cane che si scatenò in seguito alla tragica morte del piccolo Giuseppe Brafa ucciso nel 2009 da un branco di cani a Punta Pisciotto a Sampieri o a tanti cani costretti in strada a una vita di stenti, soprattutto nelle regioni del Sud.

Italo adesso è un film che ci auguriamo possa entrare nel cuore degli spettatori e farli riflettere su quanto un cane possa agire positivamente sulle nostre vite e su quanto importante sia combattere il randagismo in prima persona, adottando uno dei tanti “Italo” che si trovano nei canili o in strada. 

E ci auguriamo che il film sia di impulso alle Istituzioni, affinché inizino seri percorsi di prevenzione attraverso la sterilizzazione, campagne per la promozione delle adozioni e per favorire un corretto rapporto uomo - animale. Vivere in armonia con gli animali è possibile: questo è l’esempio che Italo ha dato con la sua vita.

Italo, era un cane senza dubbio eccezionale per la sua straordinaria intelligenza e empatia e forse più comunicativo di altri, ma ogni cane, proprio come Italo, ha diritto ad amore e rispetto e saprà ricambiarci per tutto ciò che riusciremo a costruire per lui e con lui.

Ilaria Innocenti
Responsabile LAV Settore Cani e Gatti

*Foto di archivio