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Firenze, grazie a nostro ricorso, TAR annulla piano uccisione volpi

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Ultimo aggiornamento

mercoledì 24 maggio 2017

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Esprimiamo enorme soddisfazione per questa vittoria della legalità. Aver sottratto quattromila volpi all'arroganza del piombo dei cacciatori rappresenta un risultato concreto a tutela del loro diritto alla vita.

Annunciamo il pronunciamento della seconda sezione del TAR Toscana che il 24 maggio ha pubblicato la sentenza sul ricorso proposto dall'associazione contro una delibera regionale che disponeva un "Piano di controllo sulla specie della volpe (Vulpes vulpes) per il periodo 2016-2018 per la prevenzione dei danni da predazione alla fauna selvatica e agli allevamenti zootecnici".

Il giudizio del Tribunale Amministrativo non lascia spazio a interpretazioni: il piano regionale presenta un "evidente difetto di motivazione ed istruttoria già con riferimento alla problematica centrale costituita dalla valutazione della stessa consistenza della specie Vulpes Vulpes sul territorio regionale, ovvero, ad una problematica centrale per la decisione preliminare in ordine alla stessa necessità di procedere all'approvazione di un piano di controllo della specie, manca cioè di criteri obiettivi e scientificamente attendibili" che lo possano sostenere. Inaccettabili, sempre a giudizio del Tribunale, sono le motivazioni accampate dalla Regione Toscana per giustificare la mancata applicazione dei metodi preventivi ecologici che, secondo il piano triennale, avrebbero comportato "grande fatica" per la loro attuazione. Considerazioni giudicate "generiche e non condivisibili" nella sentenza pubblicata ieri.

E' intollerabile che le amministrazioni regionali continuino a dare seguito alle più becere richieste del mondo venatorio, giungendo, come in questo caso, a palesi violazioni delle norme nazionali poste a tutela degli animali selvatici. Per questo motivo chiediamo al Ministro dell'Ambiente Galletti che le volpi siano subito inserite nella lista degli animali particolarmente protetti, vietandone la caccia e favorendone l'insediamento sul territorio, con buona pace dei cacciatori e degli amministratori regionali sempre proni alle loro richieste.