Test in vitro per studio obesità: la ricerca innovativa, affidabile ed etica

Un’incoraggiante notizia arriva dal Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa, laboratorio all’avanguardia che si è più volte distinto per l’avanzamento della ricerca con modelli non animali, che la LAV sostiene da due anni finanziando borse di studio dedicate ad avviare un progetto per lo sviluppo di tecnologie innovative senza ricorso ad animali, finalizzate a valutare il rischio legato alle sostanze inalate.

Il team guidato dalla professoressa Arti Ahluwalia ha sviluppato un sistema in-vitro composto da più tessuti umani (grasso, fegato e tessuto vascolare) messi in comunicazione da piccoli canali in cui scorrono fluidi (detti microfluidici), con cui sarà possibile investigare l'insorgere di  danni vascolari e segni di infiammazione dovuti all'aumento di tessuto adiposo, che corrispondono nell'uomo a sovrappeso e obesità.

Uno studio che apre nuove frontiere per la comprensione dei meccanismi che si sviluppano nell’uomo, perché ha come modello di studio la nostra specie e non un roditore con anatomia, fisiologia e alimentazione completamente diversa. Ancora oggi, infatti, i problemi metabolici continuano ad essere studiati su animali, rendendo topi obesi anche con alimentazione forzata attraverso sonde inserite direttamente nello stomaco.

Studi che, stando ai dati che confermano l’aumento di casi di obesità, non hanno evidentemente portato alla “cura miracolosa” per perdere peso. In particolare l’obesità e sovrappeso infantile sono un serio e preoccupante fenomeno che vede coinvolti oltre il 26% dei bambini nel nostro Paese.
Senza dimenticare l’enorme costo per la collettività rappresentato dai costi diretti per l'obesità: circa 22 miliardi di euro ogni anno, il 64% dei quali spesi per l'ospedalizzazione dei pazienti.

Questi dati confermano, quindi, l’urgenza di abbandonare il modello animale a favore di una ricerca innovativa, affidabile e etica, come quella messa in atto dal Centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa.

Michela Kuan
Biologa, responsabile Ricerca senza animali