Traffico di specie in via d'estinzione: emergenza e attività di contrasto

Si è svolta stamattina presso la sede del Corpo Forestale dello Stato a Roma, la conferenza stampa di presentazione delle attività svolte nel 2014 dal Servizio Cites del CFS, deputato ai controlli del rispetto della Convenzione di Washington che regolamenta il commercio internazionale e la detenzione delle specie in via di estinzione.

Il Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato nel corso del 2014 ha effettuato 68.290 controlli in tutta Italia, in linea con i dati dell’anno precedente. Circa 1.500 accertamenti sono stati effettuati sul territorio nazionale e più di 66mila in ambito doganale. In particolare, nel 2014 il Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato ha posto sotto sequestro, per un valore complessivo di circa 500mila euro, 389 animali vivi, 963 animali morti o parti, 500 chilogrammi di anguille vive, 10 chilogrammi di coralli.
I sequestri hanno riguardato uccelli nel 46% dei casi, rettili nel 45%, invertebrati nel 6%, mammiferi nel 2% e pesci nel rimanente 1%.

Tra le operazioni più significative del 2014 figura anche l’”Operazione Arca di Noè”, frutto della collaborazione con la LAV, che ha permesso il trasferimento di undici animali del Circo Martin, sequestrati in Sardegna, presso il Centro di recupero di fauna esotica di Semproniano (GR), con un’impresa senza precedenti per il nostro Paese.

Se ogni anno nel Mondo il giro d’affari legale connesso al commercio internazionale di specie animali e vegetali tutelate dalla Convenzione di Washington ammonta a 100 miliardi di dollari all’anno, come reso noto dal Segretariato CITES di Ginevra, il traffico illegale di specie protette sviluppa un giro d’affari di circa 23 miliardi di dollari all’anno. A questa cifra va aggiunto il valore globale della pesca illegale, che ammonta a circa 10 miliardi di euro annuali, pari al 19% del valore totale del pescato (Fonte Commissione Europea – Wildlife trafficking).

L’Italia, che ricopre un ruolo da protagonista nell’uso di risorse naturali a fini industriali, è purtroppo protagonista anche del segmento illegale del mercato che ne scaturisce. Nel nostro Paese si consuma una violazione in materia ambientale ogni 43 minuti e i reati contro gli animali e la fauna  selvatica  rappresentano il 22% del totale del reati ambientali.

L’Italia, quindi, si conferma ai primi posti per numero di sequestri effettuati in ambito CITES tra i Paesi membri dell’Unione Europea, nel 2014 seconda solo alla Francia, con livelli elevati rispetto al traffico di tartarughe, soprattutto provenienti dall’Est Europa e dal Nord Africa, e quello di rapaci, anche autoctoni, prelevati negli habitat del nostro Paese e venduti nei mercati esteri.

In questo scenario è di fondamentale importanza l’attività di contrasto svolta dal Corpo forestale dello Stato rispetto all’applicazione della CITES e dei regolamenti europei di attuazione.

 

Barbara Paladini