BESTIALE! LAV al Museo Nazionale del Cinema

Inaugurata oggi presso il Museo Nazionale del Cinema, BESTIALE! Animal Film Stars, la mostra dedicata al racconto del rapporto multiforme tra gli animali e il grande schermo. 

Per l’occasione, il Museo Nazionale del Cinema ha chiesto a LAV di essere presente con un proprio contributo che illustrasse le posizioni dell’Associazione, confluite in un pannello dedicato, in esposizione all’interno della mostra, che sarà visitabile fino al 6 gennaio 2018 (Mole Antonelliana - Torino).

ANIMALI E CINEMA, UN RAPPORTO TORMENTATO

Quello tra animali e cinema è un rapporto ambivalente e per certi versi contrastante: se da una parte il cinema ha saputo raccontare con estremo realismo tanti casi di sfruttamento subìti dagli animali, dall’altra questi ultimi nei set cinematografici sono stati sfruttati, umiliati e perfino uccisi. Basti pensare alla tartaruga bollita viva ne “L’ultimo imperatore” di Bertolucci o alle scariche elettriche ne “L’Orso” di Annaud. O al combattimento fra galli in “Puerto Escondido” di Salvatores o all’uccisione di maiali e topi in “Una vita indipendente” di Vitali Kanevski. In “La banda dei babbi natale” di Aldo, Giovanni e Giacomo, uno scimpanzé è stato costretto a un’umanizzazione forzata, tanto che lo si vede guidare un’auto.

IL CINEMA COME CRITICA SOCIALE

Il cinema si è rivelato tuttavia anche uno straordinario strumento di critica sociale quando sul grande schermo sono state messe in luce le condizioni di maltrattamento e le vessazioni subite dagli animali. Questo è possibile anche quando gli animali non devono venir costretti a comportarsi diversamente da quelle che sono le loro esigenze etologiche e caratteristiche naturali. I potenti mezzi tecnologici e gli effetti speciali di cui il cinema dispone possono aiutare in questo senso. LAV chiede con forza che l’utilizzo di animali selvatici addestrati nei film non sia più permesso così come la realizzazione all’estero di scene con uso di animali vietate in Italia, per pellicole destinate al pubblico italiano.

IL CONTRIBUTO DI LAV

In Italia infatti dal 2004 i reati contro gli animali sono puniti dal Codice Penale che in tema di spettacoli, prevede la reclusione fino a 4 anni e una multa fino a 30 mila euro per chi li maltratta. Grazie a un emendamento voluto da LAV dal 2001 la Commissione di revisione cinematografica del Ministero dei Beni Culturali ha introdotto per Legge la presenza di un esperto designato dalle associazioni animaliste più rappresentative.

PENNE E PELLICOLE

Aldilà della questione censura, LAV auspica che nei set cinematografici si monitori in maniera realmente indipendente e con divieti non interpretabili per garantire che gli animali chiamati a fare gli attori interpretino solo sé stessi. Gli animali non hanno scelto di fare cinema e maltrattarli in nome dell’arte è il torto più grande che si possa fare all’arte stessa.