Ucraina, canile dato alle fiamme. Solidarietà ad Andrea Cisternino

Oltre 70 cani uccisi, bruciati vivi:è il tragico bilancio dell’incendio del canile “Rifugio Italia”, aperto qualche anno fa in Ucraina, da Andrea Cisternino in seguito allo sterminio dei randagi, avvenuto in occasione degli Europei di calcio del 2012. 

Le notizie trapelate parlano di ignoti che avrebbero cosparso il rifugio di liquido infiammabile dandogli poi fuoco. In poco tempo il rifugio è stato avvolto dalle fiamme, solo 20 cani si sono salvati, per gli altri la morte è stata crudele e inesorabile. “Nessuno è venuto ad aiutarci, neppure i pompieri sono venuti - è la disperata testimonianza di Andrea Cisternino, che prosegue - siamo riusciti a tirare fuori i cani fino a che il fuoco non è divenuto troppo violento”.

Il tutto è documentato in maniera straziante sulla pagina Facebook di Andrea, ripresa da numerosi media, e che ci riempie di dolore e rabbia. Le immagini dei corpi dei cani carbonizzati sono strazianti, animali che erano già stati tratti in salvo dalla violenza dei cosiddetti Dog’s Hunters: i cacciatori di cani che uccidono in modo crudele raccapricciante. 

Per i cani del Rifugio Italia si era aperta una nuova vita, una testimonianza di come contrastare il randagismo in modo civile e incruento sia doveroso e possibile. Eppure, l’esistenza stessa di questi cani era scomoda, così come scomodo è l’esempio di Andrea che ha mostrato una strada diversa da quella delle squadre di brutali sterminatori. 

Ad Andrea e ai suoi volontari va tutta la nostra solidarietà. Sosterremo la riapertura del canile e la battaglia di civiltà intrapresa da un uomo coraggioso, che certamente non si fermerà neppure di fronte a tanta inaudita violenza e ferocia. E lo faremo in maniera concreta,  sulla base di quanto Andrea ci comunicherà essergli utile.

Ilaria Innocenti 
Responsabile LAV Settore Cani e gatti