"Una storia diversa" guarda la realtà che si nasconde dietro il prosciutto

“Il prodotto di un terra ricca e generosa, frutto di qualità e attenzione”: queste sono le parole usate per descrivere quella che è considerata l’eccellenza del Made in Italy: il prosciutto.

Vanto di una nazione che ne fa la propria bandiera culinaria, però, il prosciutto nasconde una verità dolorosa, celata dietro le mura degli allevamenti: “Una storia diversa”, appunto, raccontata nel nuovo video della LAV, diffuso oggi.

Frutto di un’investigazione condotta in incognito in alcuni dei 1200 allevamenti italiani di suini, il video mostra maiali allevati al chiuso in enormi capannoni, senza mai vedere la luce del sole. Ammassati gli uni sugli altri in box minuscoli, dove vengono fatti ingrassare in un ambiente insalubre, tra feci e urine che contaminano il loro stesso cibo. Scrofe rinchiuse in gabbie nelle quali riescono a malapena a sdraiarsi per allattare i piccoli, che in molti casi vengono schiacciati, con un tasso di mortalità altissimo.

Milioni di animali allevati in condizioni drammatiche. Secondo il Censimento Agricoltura ISTAT nel 2010 in Italia il 77% dei suini era allevato in stabilimenti con più di 2000 animali: oltre 7 milioni di suini in soli 1.187 stabilimenti, più della metà dei quali in Lombardia, mentre oltre l’84% dell’intera popolazione suina si concentra in Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto.

Un sistema industriale sordo alle implicazioni etiche, ai gravissimi danni ambientali provocati da questi allevamenti, e all’impatto sulla salute dei consumatori. A ciò si aggiungono le mutilazioni, senza anestesia, che subiscono i piccoli di appena una settimana di vita, sotto lo sguardo impotente e disperato delle madri alle quali vengono brutalmente strappati tra grida atroci di dolore e spavento.

La LAV ringrazia Monica Stefinlongo di Radioveg.it per aver messo a disposizione la sua voce nel video.