Scandalo piume. Chiediamo ad Assopiuma un'immediata rettifica.

A seguito dell’inchiesta di Report sulle sofferenze inflitte alle oche spiumate vive del 2 novembre scorso, Assopiuma (associazione di categoria del settore) pensando di tutelare i propri associati, e i propri interessi, ha divulgato un discutibile comunicato stampa “rassicurante”.

“.. Conoscendo la pratica del prelievo delle piume da animali vivi, consentita solo con il metodo della spazzolatura durante il periodo della muta,  abbiamo segnalato che in Europa esiste una legge (art. 3 Direttiva Comunitaria Europea n.9858/C) che vieta lo spiumaggio da animali vivi con le modalità proposte dal filmato messo in onda; non possiamo negare che casi sporadici si possano ancora verificare, ma sicuramente sono episodi isolati che sfuggono al controllo delle autorità competenti divenuto negli ultimi anni estremamente accurato anche a seguito dell’influenza aviaria…

Noi della LAV smentiamo il suo comunicato e chiediamo ad Assopiuma una sua immediata rettifica.
Simone Pavesi, Responsabile LAV Moda eticamente sostenibile dichiara: 
“Oggi, nella produzione mondiale di piume non c’è alcuna credibile garanzia che le oche non subiscano alcun danno o lesione. Risulta alquanto improbabile che la produzione industriale di piume, per il soddisfacimento delle  aziende che ogni anno immettono sul mercato milioni di capi, possa sostenersi con la sola tecnica della spazzolatura e pettinatura e nel solo periodo di naturale muta”.

“La filiera della piuma nasconde molte incertezze sul reale trattamento degli animali, e i soggetti commerciali che basano il loro modello di business su questa forma di sfruttamento animale non sono in tale senso affidabili date le fuorvianti interpretazioni delle scarse normative esistenti a tutela delle oche.”

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