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Ricerca animal-free: un altro passo avanti negli USA, in Italia mancano ancora i fondi

Si investe sui modelli di ricerca human-based per superare il  fallimento del modello animale nella cura della nostra specie.

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Ultimo aggiornamento

giovedì 02 aprile 2026

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Stanziati 150 milioni di dollari mentre da noi persiste il medioevo scientifico

Gli Usa investono sempre di più sulla ricerca animal-free, infatti, il National Institutes of Health (NIH) ha annunciato uno stanziamento di oltre 150 milioni di dollari per “sviluppare e ampliare metodi di ricerca che simulino meglio la biologia umana e riducano la dipendenza dai modelli animali”.

Il finanziamento rappresenta la prima assegnazione di fondi nell'ambito del programma Complement Animal Research in Experimentation (Complement-Arie) [1] , un'iniziativa volta a «sviluppare, implementare e standardizzare metodi di laboratorio o computerizzati, noti anche come metodologie di nuovo approccio (New Approach Methodologies - NAMs)». 

È un'opportunità entusiasmante per creare un repertorio di metodi incentrati sull'uomo, così sofisticati e completi da favorire una traslazione clinica di successo e consentirci di rispondere a quesiti che attualmente non riusciamo a risolvere con i nostri modelli di ricerca. Questi nuovi progetti rappresentano passi fondamentali per ampliare e rafforzare la nostra gamma di strumenti scientifici. L'investimento NIH nei NAMs è cruciale per la nostra missione di condurre una ricerca di altissimo livello.  Nicole Kleinstreuer, vicedirettrice NIH per il Coordinamento dei programmi, la pianificazione e le iniziative strategiche

Dichiarazioni importanti che fanno capire quanto il mondo della scienza, in una potenza mondiale fuori confini UE, si stia orientando sui modelli di ricerca human-based per necessità legate al superamento del fallimento del modello animale nella cura della nostra specie.

Il programma istituirà centri di sviluppo tecnologico con l'obiettivo facilitare lo sviluppo di NAMs nelle aree con maggiori esigenze scientifiche e normative, ad esempio per lo studio di patologie ginecologiche, cardiopatie, disturbi neurologici, malattie rare e altro ancora. Un centro dati e di coordinamento per i NAMs faciliterà la condivisione dei dati e lo sviluppo di standard, mentre una rete di validazione e qualificazione sfrutterà una partnership pubblico-privata con l'industria e le competenze normative necessarie per implementare NAMs affidabili e commercializzabili: strategie concrete per un obiettivo non solo americano, ma anche comunitario.

In Italia, però, questo futuro sembra lontano, infatti al momento il Governo ha scelto di non investire nella ricerca innovativa, human-based, etica, rapida e sicura, affossando il nostro Paese al medioevo scientifico.

Per chiedere una ricerca innovativa a che tuteli uomini, animali e ambiente, firma qui.