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Morta Ai, scimpanzè simbolo della vivisezione, falsa scienza basata su dolore e insuccesso

Famosa come triste protagonista di studi cognitivi.

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lunedì 02 febbraio 2026

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Ricerca senza animali

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Necessaria una scienza human-based

Aveva 49 anni ed è recentemente mancata Ai, celebre  scimpanzé che viveva in Giappone. Ai era famosa come triste protagonista di studi cognitivi. Nata nell'Africa occidentale nel 1976 , fu trasferita dopo un anno in Giappone. Quando aveva 18 mesi, le fu affidata una tastiera collegata a un computer. 
La sua reazione dimostrò l’incredibile intelligenza di questa specie.

La scimpanzé entro i cinque anni era in grado di riconoscere i numeri da uno a sei,  identificare colori e associare fino a  300 oggetti  a relative etichette visive. Le sue abilità si estendevano anche al riconoscimento di caratteri kanji, gli ideogrammi giapponesi di origine cinese, un risultato così notevole da meritare una menzione sulla rivista scientifica Nature nel 1985.  Nel 2000 Ai aveva avuto un figlio, Ayumu, usato anche lui per la sua memoria straordinaria. (Photo Credits @ Center for the Evolutionary Origins of Human Behavior, via BBC).

UNA STORIA AFFASCINANTE, QUELLA DI AI, NON BISOGNA DIMENTICARE CHE È UNA STORIA DI VIVISEZIONE.
Questi studi prevedono infatti animali strappati dalla loro terra e usati come cavie per morire dopo decenni di prigionia in gabbie grandi come un tavolo.

NON SONO IMMAGINI DEL PASSATO, PURTROPPO!
Per molte persone si tratta di immagini ormai del passato, in realtà la sperimentazione su primati è una pratica che appartiene anche al presente.

Sono centinaia i primati utilizzati ogni anno nel nostro Paese per test molto invasivi come dimostra la campagna per salvare i macachi di Parma che hanno subito interventi chirurgici al cranio e sessioni in sedie immobilizzanti.

Fortunatamente, almeno in Italia, grazie a noi di LAV non è più possibile usare grandi scimmie come scimpanzè, bonobo e oranghi. 

E l‘ora di rivolgersi a una vera scienza human-based lasciando liberi gli animali di vivere nel loro habitat, senza piegare le loro esistenze a nostro presunto vantaggio.