Allarme clima, per IPCC industria carne distruggerà il Pianeta. Solo menu 100% veg riduce gas serra

Il "Sommario per decisori politici" preparato dall'IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change, lancia un vigoroso e fortissimo grido d’allarme sulle misure da prendere per salvare il Pianeta.
Gli scienziati avvertono che se gli Stati non agiranno per limitare l’emissione di gas serra, nel 2030 il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia di 1,5°, con conseguenze catastrofiche per tutti e, a questo ritmo, a fine secolo l'aumento potrebbe raggiungere almeno i 3°, se non di più.

Alla stesura dello studio ‘Global Warming of 1.5°’ (commissionato all'IPCC alla Conferenza di Parigi del 2015) hanno contribuito novantuno scienziati e sono stati analizzati seimila studi internazionali.
Per tamponare i danni incalcolabili previsti, l'IPCC indica come necessaria la riduzione del 45% delle emissioni globali di anidride carbonica entro il 2030, rispetto ai livelli del 2010, e l'azzeramento delle emissioni nette entro il 2050.

Il Rapporto riconosce come il passaggio a comportamenti alimentari caratterizzati da una minore percentuale di calorie di origine animale rappresenti un passaggio cruciale nel raggiungimento dell'obiettivo di non superare gli 1,5 ° l'obiettivo più ambizioso dell'Accordo di Parigi sul clima.

La stima dell’impatto della zootecnia sulle emissioni antropogeniche globali di gas serra varia a seconda degli studi, in un intervallo tra il 14,5% e il 51%. Le emissioni sono dovute alla produzione di mangime, alla fermentazione enterica, ai rifiuti di origine animale, al cambio di destinazione del suolo, al trasporto degli animali e alla lavorazione della carne.

Le scelte alimentari individuali sono un metodo facilmente attuabile per contribuire con decisione al rallentamento del cammino verso la catastrofe climatica. Un drastico calo dei consumi di alimenti di origine animale ridurrebbe l’impatto sul clima e renderebbe disponibili superfici coltivabili da destinare a vegetali per il consumo umano e non ai mangimi per gli animali. Gli studi dimostrano che l'adozione a livello mondiale di un’alimentazione a base vegetale potrebbe ridurre le emissioni di gas serra legate al cibo fino al 70% entro il 2050.

Anche l'IPCC oggi sostiene che non si possa prescindere dalle azioni individuali per raggiungere l’obiettivo di ridurre il riscaldamento globale e suggerisce la transizione verso stili alimentari più salutari, con un minor consumo di carne, latte, burro e uova.

Una simile transizione deve essere incoraggiata da strategie politiche responsabili volte a ridurre la produzione e il consumo di prodotti animali. L’emergenza clima è reale e la riduzione delle emissioni causate dal sistema alimentare deve essere una priorità nei negoziati internazionali e nelle pianificazioni nazionali. 

Domani ci sarà il Consiglio Ambiente, a Lussemburgo, dove è previsto che i Paesi dell'Unione Europea adottino una posizione comune sulla Cop 24 di Katowice. E’ ora che i Governi orientino le loro politiche secondo quello che consigliano gli scienziati di IPCC e altri organismi internazionali. O l’Europa vuole continuare con la PAC che sussidia la zootecnia, che è una delle principali fonti di inquinamento?

Paola Segurini
Responsabile LAV Scelta vegan