La richiesta è di rimuoverla dalla categoria che comprende altri due politici.
Apprendiamo con un certo stupore che il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, abbia ritenuto prioritario minacciare di querelarci per la sua candidatura agli Animal Awards 2026 nella categoria “Il nemico degli animali”: un riconoscimento attraverso cui vengono segnalati e votati pubblicamente coloro che, a giudizio del pubblico, si distinguono per politiche ostili agli animali.
La richiesta, formulata dall’avvocatura della Provincia di Trento, è proprio quella di rimuovere la sua candidatura in un tempo limite di cinque giorni altrimenti sarà intrapresa un’azione legale contro LAV.
Prendiamo atto che, evidentemente, una candidatura in un contest online rappresenta per il Presidente una questione più urgente di molte delle criticità che interessano il territorio che amministra.
Non a caso Fugatti è stato candidato insieme ad altri due personaggi politici, il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher e il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, con la medesima motivazione: coloro che hanno negato dignità, libertà e vita agli animali.
In particolare, Fugatti è stato in grado di alimentare un clima di odio nei confronti degli animali selvatici, nello specifico verso orsi e lupi.
Nel 2025 non ha ancora vietato la pratica venatoria del foraggiamento, che rende gli orsi confidenti con le persone quindi potenzialmente pericolosi, e ha firmato il decreto di uccisione di due lupi, riuscendo a ucciderne solo uno grazie al nostro tempestivo ricorso ai tribunali. Negli scorsi anni aveva già condannato a morte altri due lupi e diversi orsi, rendendosi responsabile della fucilazione di M90, KJ1 e M91.
La nostra iniziativa rientra pienamente nel diritto di critica e di satira politica: strumenti essenziali in ogni democrazia, soprattutto quando riguardano figure pubbliche e decisioni istituzionali che hanno dirette conseguenze su umani, animali e ambiente.
Se un Presidente di Provincia ritiene necessario mobilitare uffici e legali, a spese dei contribuenti, per rispondere a un premio ironico promosso da un’associazione animalista, forse il vero tema politico non è la candidatura, ma la sproporzione della reazione.
Confermiamo che le nostre valutazioni sulle politiche della Provincia di Trento in materia di protezione degli animali selvatici restano ferme, motivate e fondate su fatti e provvedimenti pubblici, che più volte sono stati commentati e raccontati al pubblico e alla stampa locale.
Difendere gli animali, anche con ironia, non è diffamazione. Si chiama libertà di espressione.
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