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"ANIMAL WASHING", lavatrice di coscienza e immagine per lo sfruttamento

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Ultimo aggiornamento

domenica 22 gennaio 2017 23:00

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Da oggi lo chiamo “animal washing”. La lavatrice, inutile, della coscienza e dell’immagine, nella quale chi ha sfruttato fino a ieri gli animali inserisce il problema e dopo qualche ora, esce nuovamente l’uso e la violenza sugli animali… con una nuova tranquillizzante immagine. 

E’ quanto successo ai grandi zoo-circhi d’acqua chiamati “Sea World”, dopo una campagna di anni contro la prigionia delle orche e la recente morte di Tilikum, l’orca-simbolo del film “Blackfish” che noi abbiamo diffuso in Italia. Visto il calo delle presenze, la società di gestione ha annunciato lo stop degli spettacoli a San Diego che saranno sostituiti da esibizioni secondo la formula "new, inspiring, natural orca encounters" come riporta il loro sito.

Nelle sedi di Orlando e San Antonio, però… continueranno per due anni con gli spettacoli proposti finora, per poi adottare anch’essi la nuova formula.

Le nuove esibizioni del “Sea World” di San Diego, ci tengono a dire, saranno “un’esperienza educativa”, come i grandi cetacei vivono. Già, come sopravvivono in uno zoo, gli animali reclusi continueranno a essere delle parodie, peraltro violentate, di quella che è la realtà, in mare. L’importante è staccare biglietti, con tanto di hamburgerie, scivoli d’acqua e merchandising. 

Il business della cattività degli animali d’acqua è però in espansione in Italia. Ovviamente condito da un infiocchettato “animal washing” per il quale nessuno oggi propone strutture dove dimostrare il dominio dell’uomo sulle altre specie, ma gli slogan “educazione, ricerca e conservazione”, anche se poi non fanno nemmeno questo. Sta succedendo a Roma, dove nonostante la firma del programma delle associazioni animaliste da parte della Sindaca Raggi per “lo stop alla realizzazione dell’acquario dell’Eur recuperando il progetto di acquario virtuale”, il Presidente del Consiglio Comunale De Vito ha incontrato qualche giorno fa la società dell’acquario sbandierando qualche posto di lavoro, basato… sull’ergastolo degli animali.

Mentre sui delfinari italiani chiusi oramai in mezza Europa, attendiamo da tanto che si esprima il Ministro dell’Ambiente Galletti. 
In attesa di un’altra lavatrice dove mettere i panni sporchi e fare una nuova operazione d’immagine che continuerà a calpestare il diritto alla libertà degli animali.

Gianluca Felicetti
Presidente LAV