Ban Ki-moon a EXPO, peccato che "nutrire il Pianeta" sia solo uno slogan

Ridurre la povertà rurale e assicurare l’accesso al cibo o ai mezzi per acquistarlo: questo il tema della trentacinquesima Giornata Mondiale dell'Alimentazione - istituita dalla FAO nell’anniversario della propria fondazione (16 ottobre 1945) - che verrà celebrata a Expo 2015, a due settimane della chiusura della grande passerella mondiale milanese,  alla presenza del Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Una ricorrenza che dovrebbe proporre soluzioni per garantire a tutti uguali risorse alimentari e che, invece, ancora una volta, rischia di rimanere un manifesto di buone intenzioni e nient’altro.

A cominciare dal luogo scelto per celebrare l’appuntamento. “Nutrire il pianeta. Energia per la vita": un titolo che racchiudeva in sé la speranza che Expo 2015 fosse in grado indirizzare la collettività verso scelte responsabili,  concrete, fattibili e solidali con le generazioni che ci seguiranno, ma l’esposizione si è rivelata solo una vetrina per i potenti, ciechi e sordi agli effetti che l’aumentata richiesta di carne comporta per le già esigue risorse del Pianeta.

Al Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon sarà consegnata la Carta di Milano, per la cui redazione non si è ascoltata alcuna voce critica nei confronti delle produzioni animali, e che vede tra i firmatari anche i leader dell’agroalimentare. Un documento per nulla orientato a cambiare le sorti del Pianeta, poiché non sottolinea la minaccia rappresentata dalla crescente richiesta di carne, uova e latticini  – annunciata dalla stessa FAO nel 2006, con la sua previsione  del raddoppio del consumo di carne per il 2050 - con l’enorme consumo di risorse e l’aumento dell’inquinamento che gli allevamenti comportano, a causa delle emissioni di gas serra, tra i principali responsabili dei cambiamenti climatici. 

“L’unica alternativa valida per salvaguardare il futuro del Pianeta – afferma la LAV – è indirizzare da subito le produzioni alimentari verso la scelta vegana, ampliare e facilitare questa offerta, informare e formare i cittadini verso scelte solidali nel tempo e nello spazio, per tutelare le generazioni attuali e quelle che seguiranno e per salvare animali, ambiente e risorse”.

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