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Armi libere non solo in America: quelle da caccia senza limiti anche da noi, e' ora di dire basta!

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Ultimo aggiornamento

giovedì 26 maggio 2022 22:00

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Siamo ancora profondamente scossi da quanto accaduto in Texas, dove in una cittadina del sud da 16.000 abitanti ci sono nove armerie. É qui che 19 bambini e 2 insegnanti sono stati uccisi dalla violenza omicida di un neo diciottenne: l’ennesima strage di cui ci giunge notizia dagli Stati Uniti dove, come noto, la lobby delle armi è più potente delle politiche tese a ridurne il commercio.

In Italia ci raccontiamo che la situazione è diversa, che le armi non sono in libera vendita, che chi vuole comperarne una è sottoposto a numerosi controlli. Sebbene ciò sia in gran parte vero,  nel nostro Paese la situazione non è del tutto tranquillizzante: esiste infatti una categoria che può legittimamente detenere un numero illimitato di fucili da caccia (tra cui anche le carabine, del tutto analoghe a fucili da guerra, per gittata e potenza), oltre a millecinquecento cartucce e ben cinque chili di polvere da sparo. Sono i cacciatori.

La licenza di caccia consente loro di possedere, oltre alle armi da caccia in numero illimitato, anche fino ad altre tre armi da fuoco destinate a uso diverso.

Ma mentre la licenza di porto d’armi per difesa personale è sottoposta a revisione ogni anno, quella per uso caccia deve essere rinnovata solamente ogni cinque anni, con tutti i possibili rischi che possono essere correlati al venir meno, in quell’arco temporale, delle condizioni fisiche e psicologiche ottimali per poterle maneggiare in sicurezza.

Troppo spesso le armi da caccia dei nostrani cacciatori, oltre ad aver causato innumerevoli “incidenti” in contesti venatori, sono assurte alle cronache per essere state usate contro persone in modo intenzionale, come accaduto ad agosto dello scorso anno nei pressi di Bologna dove un uomo ha ucciso la moglie con il fucile da caccia.

La dimostrazione che le armi possono uccidere, indistintamente, sia animali che esseri umani .

Per fortuna, la caccia è sempre più avversata dai cittadini e i dati presentati ieri da Eurispes lo confermano: in un solo anno gli italiani contrari alla caccia sono passati dal 63,5% a ben il 76,1%. La maggioranza degli Italiani, quindi, vorrebbe definitivamente porre fine a un’assurda attività che comporta la morte di milioni di animali ogni anno e che lascia in mano a circa 450.000 cittadini, di età media piuttosto elevata, un numero impressionante di armi e munizioni, con controlli di idoneità a cadenza quinquennale.

Ecco, anche in Italia abbiamo una lobby tanto potente quanto pericolosa, soprattutto per gli animali: quella dei cacciatori e dei loro politici di riferimento.

Le drammatiche stragi di cui ci giunge ogni tanto notizia da oltreoceano non devono diventare un alibi per ripulire la nostra coscienza. Prima di criticare la politica USA sulla detenzione delle armi, aboliamo la caccia nel nostro Paese: ne gioveranno certamente gli animali e la sicurezza di tutti noi.

Massimo Vitturi
Responsabile LAV Animali Selvatici