Beethoven e Mozart: viaggio all'inferno e ritorno

Un anfratto di pochi metri. Avanzi di cibo ammuffito e acqua putrida dentro vecchie ciotole, un letto di escrementi. La grata di ferro e ruggine stampata su due musi imbiancati dal tempo e dal dolore: è la porta di un piccolo girone dell'inferno targato Perugia.

Beethoven e Mozart sono quel che resta di un beagle e di un piccolo meticcio dal pelo grigio condannati a una lenta e silenziosa fine, una crudeltà enorme e inspiegabile durata 12 anni.

Fine pena mai, sembrava il destino dei due compagni di sventura, invece la coscienza ha vinto: dopo che i proprietari, contattati più volte dalla nostra Sede di Perugia, avevano rifiutato di collaborare, interviene l'Asl Umbria 1 e, grazie a un sequestro disposto d’urgenza, i due cani sono finalmente liberi.

Beethoven e Mozart sono allo stremo, uno di loro ha un grosso tumore, l'altro ha il ventre gonfio. Hanno segni di sofferenza psichica ma trovano ancora la forza di scodinzolare. Dopo la visita veterinaria e le prime cure dei medici del canile sanitario di Collestrada, vengono affidati alla LAV di Perugia, con la nostra responsabile Graziella Crescentini Gori che ne dispone la custodia a casa di un socio LAV.

La svolta, lo scorso 25 maggio quando la Sede LAV di Perugia riceve la notifica della sentenza che condanna i proprietari per maltrattamento di animali e dispone la confisca e la definitiva assegnazione alla nostra Sede, dei due cani sequestrati.

Beethoven e Mozart ora si godono il sole del giardino, l'odore dell'erba del prato. E il sorriso sincero di un umano che li ha rimessi al mondo. 

Alessandra Chello