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Stop alla caccia in deroga: bloccata l'uccisione di specie protette

Due vittorie delle associazioni, una in Liguria e una in Veneto. 36.000 animali salvati dal massacro.

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Ultimo aggiornamento

mercoledì 21 gennaio 2026

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Animali selvatici

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Queste vittorie devono segnare un cambio di rotta

In Liguria, il TAR ha bocciato la decisione della Regione di consentire la cosiddetta "caccia in deroga" a due specie protette. I giudici amministrativi hanno smontato punto per punto le motivazioni dell'amministrazione regionale, chiarendo che non esiste alcuna emergenza che giustifichi sparare ad animali protetti.

In sostanza: non servono altre specie nel mirino dei cacciatori.

Anche in Veneto arriva una pronuncia netta.
Grazie al nostro ricorso, il TAR aveva imposto la chiusura anticipata della stagione venatoria per quattro specie: Canapiglia, Germano reale, Gallinella d'acqua e Tordo sassello.
Oggi il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso delle associazioni venatorie, blindando la vittoria.
Salvati così decine di migliaia di uccelli che sarebbero finiti nel mirino proprio durante la delicata fase della migrazione pre-riproduttiva.

Con le altre associazioni lanciamo un monito alle Regioni: basta sacrificare gli animali selvatici come moneta di scambio per il consenso elettorale. Queste vittorie devono segnare un cambio di rotta.