Caccia alla volpe, Bolzano: Il TAR dà ragione alla LAV e sospende il Decreto

Grazie all’azione della LAV, che è intervenuta con una sinergia fra sede locale, settore nazionale Fauna Selvatica e ufficio legale, presentando ricorso presso il TAR di Bolzano, cacciare la volpe nella riserva di Villandro non sarà più possibile.

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Bolzano ha infatti accettato il ricorso presentato dalla LAV, sospendendo il Decreto n. 368/32.4 con cui l’Assessorato alle Foreste della Provincia Autonoma di Bolzano dava il via libera al massacro delle volpi nella riserva di Villandro, a seguito delle lamentele di un allevatore di galline ovaiole.


Nel suo ricorso, la LAV ha evidenziato la particolare gravità del Decreto Provinciale che consentiva l’abbattimento di volpi senza alcun limite numerico, permettendo inoltre l’utilizzo del faro in notturna, metodo di caccia normalmente vietato perché non consente alcuna possibilità di fuga al predatore, che viene facilmente individuato e stordito per gli istanti necessari a prendere la mira e freddarlo.
Quella ottenuta dalla LAV è solo l’ultima di una serie di vittorie conseguite dalla associazione presso il Tribunale Amministrativo Regionale di Bolzano, al quale ha più volte presentato ricorso, nel tentativo di interrompere una prassi – quella della proliferazione dei permessi per l’uccisione di animali selvatici – tanto crudele, quanto  ingiustificata.

Le concessioni, motivate dalle pressioni e dalle richieste di allevatori e cacciatori del territorio, rappresentano una pratica illegittima e dannosa, che mette a serio rischio gli equilibri della fauna selvatica.  Il Decreto che disponeva la caccia alla volpe nella riserva di Villandro, ne è una dimostrazione: le volpi, infatti, sono l’unico predatore rimasto sul territorio e quindi potrebbero contribuire attivamente al contenimento di altri animali, come ad esempio le marmotte, anch’esse oggetto di permessi che ne consentono l’uccisione.

La vicenda in oggetto mette in luce in luce come la neo-eletta Amministrazione, stia purtroppo considerando la  fauna selvatica alla stregua di quanto fatto dal precedente Presidente Provinciale – l'indagato Durnwalder – disponendo la concessione di innumerevoli permessi di uccisione per qualsiasi specie animale,  incluse quelle protette dalla normativa nazionale.

Appare evidente la contraddizione insita in questo tipo di politica, che giudichiamo  irresponsabile e cruenta, oltre che inadeguata a salvaguardare l’equilibrio degli ecosistemi che professa di voler proteggere. Allo stesso modo, reputiamo tale approccio inadatto a tutelare stabilmente gli interessi produttivi, per i quali chiediamo l’adozione di metodi sostitutivi, assolutamente non violenti.