Domani sarà l'ultimo giorno in cui i cacciatori potranno sfilare le carabine e sparare, in questa stagione venatoria.
Una stagione, quella 2025-26, ancora una volta caratterizzata da numerosi calendari venatori regionali pubblicati in palese contrasto con le norme nazionali ed europee a tutela degli animali selvatici.
I cacciatori che si autoproclamano custodi dell'ambiente si dimostrano esclusivamente interessati al proprio sadico divertimento, in spregio alla vita degli animali e delle leggi che la tutelano.
Ad essere tutelati sono solo i cacciatori, mentre gli animali pagano il prezzo di questa spregevole attività.LE VOLPI E I CINGHIALI
Alcuni animali sono particolarmente vessati, come le volpi massacrate solo perché sono concorrenti dei cacciatori. I cinghiali sono invece sono cacciati in battute composte da decine di cacciatori e cani, con il pretesto di contrastare la diffusione del virus della peste suina africana, vengono sterminati senza pietà, nonostante la stessa EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) indichi proprio i cacciatori quali primi vettori della patologia verso gli allevamenti di maiali.
Si tratta di due specie contro le quali la caccia non si ferma mai, travestita da “controllo faunistico” consente il massacro tutto l'anno anche di cuccioli e madri in allattamento”.
Nonostante l'assoluta contrarietà dei cittadini e nonostante dal 2022 la tutela degli ecosistemi e degli animali sia stata elevata a principio fondativo del nostro ordinamento costituzionale, l'attuale Governo ha deciso di intensificare la persecuzione incessante, spietata degli animali selvatici con cui condividiamo il territorio nazionale. Come dimostra il Decreto del Ministero dell'Ambiente appena pubblicato, che condanna a morte 160 lupi solo per l'anno 2026, mentre il Parlamento sta approvando la modifica della Legge sulla tutela degli animali selvatici, proprio per dare avvio alle uccisioni dei lupi.
Già dal suo insediamento il Governo ha subdolamente proposto e fatto approvare dal Parlamento un emendamento alla Legge di bilancio del 2023, grazie a cui i cacciatori possono essere autorizzati a puntare il loro fucile su qualsiasi selvatico, ovunque e tutto l'anno.
Il culmine di
questa deriva filovenatoria antiscientifica e antidemocratica, perché non tiene
conto del parere della stragrande maggioranza dei cittadini che da sempre
chiedono l'abolizione della caccia, si sta già palesando.
Se venisse
approvato dal Parlamento il Disegno di Legge n. 1552 del 2025 la caccia sarà completamente liberalizzata a discapito di milioni di animali barbaramente
trucidati e della prosperità dell'ambiente naturale della nostra Nazione.
Purtroppo, è già stato compiuto un primo, rilevante passo verso questo esito
funesto: grazie alla Legge di Bilancio del 2026 le aziende
faunistico-venatorie, ovvero territori concessi ai cacciatori per allevare,
introdurre e fucilare gli animali, sono state equiparate a imprese a fini di
lucro, così ciò che legalmente è considerato “patrimonio indisponibile dello
Stato” è stato reso mera merce da sfruttare , commercializzare e sulla quale
trarre profitto.
Tutto ciò mentre il Senato, in deflagrante violazione del suo stesso Regolamento, non ha ancora avviato l'esame della proposta di Legge d'iniziativa popolare – presentata da noi di LAV e altre associazioni animaliste - che dispone l'abolizione della caccia, la tutela rafforzata di orsi e lupi, l'aumento delle aree protette e il divieto di accesso dei cacciatori nelle proprietà private.
È intollerabile che gli animali selvatici, esseri senzienti che rappresentano un patrimonio di tutti i cittadini, della comunità internazionale e delle future generazioni, continuino ad essere utilizzati come bersagli di questo sanguinario massacro.
La caccia è un'attività anacronistica e pericolosa, i controlli quasi inesistenti e le sanzioni ridicole favoriscono la diffusione di illegalità.