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Cagnetta Nina: siamo stati ammessi come parte civile al processo

Sequestrata nel 2024 e per assurdo affidata alle stesse persone accusate del maltrattamento.

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Ultimo aggiornamento

mercoledì 21 ottobre 2026

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Lotteremo per toglierla a coloro che sono accusati di averla già maltrattata

A Gorizia oggi nell'udienza del processo relativo alla vicenda della cagnetta Nina di Cormons (GO), sequestrata nel 2024 e poi paradossalmente restituita ai suoi proprietari umani accusati di maltrattamento, siamo stati ammessi parte civile insieme ad altre due associazioni.

Si tratta di un importante riconoscimento del ruolo dell'associazione nella tutela degli animali e nel contrasto ai reati commessi nei loro confronti, che ci consentirà di sostenere ulteriormente, come richiesto oggi in udienza, la richiesta di sequestro di Nina per il ricongiungimento alla coppia che l'aveva adottata dopo il primo provvedimento di sequestro poi annullato. Continueremo a seguire gli sviluppi del procedimento attraverso la nostra legale, Avv. Maddalena Bosio.

L'ammissione della nostra costituzione di parte civile rappresenta un passaggio significativo. Saremo presenti nel processo per dare voce a Nina e ottenere per lei la vita di attenzioni e cure che le è stata tolta riconsegnandola a persone accusate di averla maltrattata. LAV

La storia era cominciata nel dicembre 2024 quando Nina era stata sequestrata dai Carabinieri ad una famiglia di Cormons per presunti maltrattamenti. Da lì era cominciato un lungo percorso: prima l’affidamento a una coppia goriziana, che si è presa cura di lei, poi il trasferimento al canile di Gorizia su decisione del Tribunale e infine la microchippatura del cane fatta a nome degli affidatari. Nonostante questo, e nonostante una decisione della Cassazione, Nina è stata restituita ai precedenti detentori, coloro che sono accusati di averla maltrattata e a cui era stata sottratta. La decisione è stata ovviamente contestata e per questo motivo noi e le altre associazioni ci siamo schierate in prima linea per ottenere giustizia.

Nssun essere umano verrebbe lasciato in presenza del proprio aggressore, perché questo deve accadere con un animale? Non riusciamo ad immaginare la condizione di paura con cui vivrebbe perennemente Nina, la decisione di restituirla a chi è accusato del suo maltrattamento è inaccettabile” LAV

Ringraziamo l'Avv. Maddalena Bosio per l'assistenza legale.

*Foto di repertorio