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Cambiare Menu per salvare la Terra. Noi siamo pronti, e tu?

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Ultimo aggiornamento

lunedì 21 aprile 2014 22:00

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Oggi è la Giornata della Terra.

Le Nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno, un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera, il 22 aprile.

In una ricorrenza come questa, l’opinione pubblica non può e non deve più ignorare l'impatto devastante del consumo di carne sul pianeta e la grave minaccia che esso rappresenta per  il mantenimento di un clima vivibile per tutti (animali non umani compresi).

Il  recentissimo Rapporto dell’IPCC (The Intergovernmental Panel on Climate Change) illustra come, per limitare il riscaldamento globale entro i 2 gradi, il mondo dovrà tagliare entro il 2050 le emissioni di gas serra del 40-70% rispetto ai valori del 2010, per poi arrivare a un valore prossimo allo zero entro la fine del secolo. Ma per ottenere questi risultati non bisogerà rimandare oltre il 2030 l’introduzione delle misure necessarie.  

Secondo un nuovo studio della Chalmers University of Technology, diffuso in occasione della presentazione del rapporto IPCC, le emissioni di anidride carbonica prodotte dai settori dell’energia e dei trasporti rappresentano la quota maggiore di inquinamento del clima, ma l’eliminazione di queste emissioni non garantirebbe la discesa dell’inquinamento al di sotto del limite posto dalle Nazioni Unite.

Le emissioni da agricoltura e allevamento minacciano infatti di aumentare significativamente in risposta all’incremento del consumo di carne e di prodotti lattiero-caseari. L’aumento demografico e di capacità d’acquisto nei paesi di nuova ricchezza significherà più carne e latticini e  di conseguenza  maggior quantità di emissioni climalteranti.

Se queste emissioni non saranno considerate, il protossido di azoto e il metano dal comparto zootecnico, con il loro potere climalterante, potrebbero raddoppiare entro il 2070.

“Abbiamo dimostrato che la riduzione del consumo di carne e latticini è la chiave per portare l’inquinamento climatico da allevamento e agricoltura ai livelli di sicurezza. Ma Il cambiamento della dieta può richiedere molto tempo. Dobbiamo iniziare a pensarci subito» ha affermato Fredrik Hedenus, responsabile del team che ha compilato la ricerca svedese.

Se vogliamo davvero attenuare il tasso di cambiamento climatico – ed evitare catastrofiche conseguenze dobbiamo effettuare forti cambiamenti nella nostra cultura. Tra questi: convincere le persone a cambiare alimentazione, in un mutamento globale - progressivo e importante -  di mentalità e di comportamento.  

In tutto questo, oltre alle strategie politiche, sono le scelte individuali che contano. Iniziamo col Cambiare Menu, da oggi.

 

Paola Segurini – Responsabile Settore Veg