Ci dispiace per il cane Osso, ma siamo noi umani a dover realizzare la convivenza pacifica con i lupi.
No signor Michele Serra, i lupi non sono troppi, né troppo pochi, ma sempre in perfetto equilibrio con l’ambiente e le risorse della zona che li ospita, mentre la salvaguardia della specie e la sicurezza delle persone passa attraverso la diffusione delle migliori informazioni scientifiche utili a favorire la convivenza tra i lupi e le attività umane che si svolgono sui loro territori.
Rispondiamo così alla domanda che il giornalista Michele Serra ha formulato in un’intervista dopo che il suo cane sarebbe stato predato dai lupi in una zona dell’Appennino piacentino.
Come già detto, tutti gli animali selvatici sono sempre in perfetto equilibrio con il territorio, quindi l’affermazione che i lupi siano troppi, risponde esclusivamente alle percezioni di noi umani. Per qualcuno anche un lupo può essere troppo, per altri i 3.300 lupi censiti da ISPRA in tutta Italia nel 2021 sono comunque pochi. Quello che fa realmente la differenza sono i comportamenti di noi umani nei territori di presenza dei lupi.
Grazie alle politiche di protezione i lupi hanno scampato il pericolo di estinzione e ora stanno naturalmente ripopolando i territori dai quali erano stati eliminati con il veleno, le tagliole e i fucili dei cacciatori.
Ora siamo noi umani che dobbiamo adattarci a questo mutato panorama nel quale i lupi svolgono il loro ruolo come ogni altro animale selvatico, con benefici che ricadono su tutte le specie, umana compresa. Dobbiamo adattarci seguendo le indicazioni della scienza, ripensando la nostra collocazione negli ambiti extraurbani.
Tuttavia, la nostra invasione dei territori selvatici ci ha portati a consumare nel solo 2024 (rapporto ISPRA 2025) una superficie pari a trentadue campi di calcio ogni giorno, certificando così la nostra invasività a discapito di specie animali e vegetali.
Lasciare un cane libero di vagare in un territorio abitato dai lupi, è come lasciare un bambino, ancora incapace di leggere e scrivere, libero di attraversare la strada di un trafficato centro cittadino.
Chi sarà il primo responsabile di quanto accadrà dopo?
Il ritorno dei lupi sui territori dai quali li avevamo sterminati non è un fatto che può essere lasciato alla sensibilità del singolo cittadino, magari colpito da un grave lutto come nel caso di Michele Serra.
I lupi non sono né buoni, né cattivi, sono animali selvatici che rispondono alle necessità della loro esistenza, sta a noi agire sui nostri comportamenti per fare in modo di adattarci alla loro presenza senza correre rischi inutili per loro e per noi.
La nostra associazione è impegnata ogni giorno per proporre agli amministratori interventi formativi rivolti alla cittadinanza così da favorire la convivenza pacifica con i lupi, ma è fondamentale che lo Stato e le Regioni abbandonino l’antico, fallimentare, violento, approccio venatorio, riequilibrando la presenza umana in armonia con l’ambiente nel rispetto dell’articolo 9 della Costituzione.
Si tratta di un fatto, non di un’opinione, che però richiede a noi umani la capacità di riconoscere che non siamo l’unica specie ad avere diritto di attingere alle risorse naturali per la propria sopravvivenza. Lo stesso identico diritto lo hanno anche i lupi.