Home | Notizie | Canile di Sulmona (AQ): diffidiamo il Comune per gravi criticità nella procedura di affidamento del servizio

Canile di Sulmona (AQ): diffidiamo il Comune per gravi criticità nella procedura di affidamento del servizio

L'esternalizzazione è prevista dal 1°gennaio 2026, con LNDC chiediamo la sospensione e l'annullamento della procedura.

Leggi l'articolo

Ultimo aggiornamento

venerdì 09 gennaio 2026

Topic


Condividi

La gestione del randagismo non è una semplice questione contabile e finanziaria

Noi di LAV denunciamo, con LNDC, gravi profili di illegittimità, carenze negli standard di benessere animale, incongruità economiche e violazioni dei principi di trasparenza, concorrenza e tutela degli animali. Ci riserviamo di agire nelle sedi competenti.

La gestione del randagismo e dei canili non può essere affrontata come una semplice questione contabile e finanziaria. Si tratta di un servizio pubblico fondamentale che coinvolge esseri senzienti e richiede competenza, trasparenza, risorse adeguate e controlli rigorosi. Qualsiasi scorciatoia amministrativa si traduce in sofferenza per gli animali e in un danno per la collettivitàLAV e LNDC Animal Protection

Riteniamo che gli atti adottati dall'Amministrazione comunale presentino gravi profili di illegittimità sotto il profilo normativo, amministrativo ed economico, tali da mettere seriamente a rischio il benessere degli animali e da compromettere l'interesse pubblico rispetto a un servizio essenziale svolto secondo criteri di qualità, trasparenza e legalità.

In particolare, insieme a LNDC, denunciamo:

  • la totale assenza di standard qualitativi minimi vincolanti relativi alla gestione del canile, al personale, alla cura sanitaria, alla pulizia, all'arricchimento ambientale, alla gestione comportamentale e ai controlli sul benessere animale. Una mancanza gravissima che rende il servizio di fatto non verificabile e apre la strada a gestioni inadeguate e potenzialmente lesive per gli animali ospitati.
  • la modifica postuma delle regole di gara, con l'introduzione di documentazione e condizioni non previste nell'avviso pubblico originario, in violazione dei principi di parità di trattamento, trasparenza e certezza delle regole. Una condotta che, secondo le associazioni, altera la concorrenza e compromette la legittimità dell'intera procedura.
  • l'incongruità dell'importo economico previsto, drasticamente ridotto rispetto agli affidamenti precedenti e del tutto incompatibile con il rispetto degli standard minimi di benessere animale. L'impostazione adottata rischia di favorire una logica di massimo ribasso, espressamente vietata dalla normativa regionale e nazionale per servizi così delicati, e già in passato stigmatizzata anche da ANAC.
  • la mancata tutela del diritto di prelazione delle associazioni protezionistiche, previsto dalla normativa regionale, che nella procedura in esame risulta svuotato di contenuto e di fatto inapplicabile.
  • la reiterazione di affidamenti e proroghe senza evidenze pubbliche sulla qualità del servizio svolto e sui controlli effettuati.

Chiediamo al Comune di Sulmona di:

  • ritirare gli atti adottati
  • sospendere la procedura in corso
  • indire una nuova selezione pienamente conforme alla normativa vigente, fondata su criteri qualitativi, su una base economica congrua e su reali garanzie di benessere animale.

In mancanza di riscontro ci riserviamo di attivare tutte le azioni necessarie nelle sedi competenti, anche a tutela della legalità e dell'interesse pubblico.