Catania: il nostro plauso ai Carabinieri per le attivita' investigative di contrasto alle corse clandestine di cavalli

“Questa è la direzione giusta, quella intrapresa dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catania e dalla Compagnia di Paternò, ai quali va il nostro plauso, che con le loro attività investigative hanno denunciato numerose persone per organizzazione di corse clandestine di cavalli”, commenta Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV.

Nel mese di novembre, a Nicolosi, i Carabinieri della Compagnia di Paternò hanno interrotto una gara clandestina di cavalli, denunciando in stato di libertà 7 soggetti, tutti pregiudicati, responsabili in concorso dei reati di maltrattamento di animali, spettacoli o manifestazioni vietate, divieto di combattimento tra animali e interruzione di pubblico servizio.

Tale attività si innesta nell’impegno del Comando Provinciale Carabinieri di Catania proteso alla tutela dei diritti degli animali, contrastando la commissione di reati di maltrattamento e in particolare le corse clandestine di cavalli.

“In tema di illegalità e controllo del territorio assumono particolare rilevanza le corse clandestine di cavalli, attività criminale lungamente sottovalutata, che, insieme alle scommesse illegali, accanto al rischio per la incolumità di persone e animali, rappresentano una plateale manifestazione del potere della criminalità che si appropria di pezzi del territorio” continua Ciro Troiano. “Eventi criminali che coinvolgono decine di persone e che pongono in essere un vero e proprio rito collettivo di esaltazione dell’illegalità che trova ampia risonanza sui Social. Contrastare questo delitto, oltre a salvare animali, si trasforma in antimafia sociale e riconsegna del territorio alla legalità. Per questo le attività investigative poste in essere dai Carabinieri di Paternò risultano particolarmente significative”.

Come ricorda il Rapporto Zoomafia 2021, i numeri relativi alle corse clandestine e alle illegalità nell’ippica sono chiari: nel 2020 sono stati registrati 12 interventi delle forze dell’ordine, 10 corse clandestine denunciate, di cui 3 bloccate, 133 persone denunciate di cui 58 arrestate, 48 cavalli sequestrati. In 23 anni, da quando abbiamo iniziato a raccogliere i dati per il Rapporto Zoomafia, ovvero dal 1998 al 2020 compreso, sono state denunciate 4039 persone, 1352 cavalli sequestrati e 137 corse e gare clandestine bloccate o denunciate.

“Se non si comprende che questa attività criminale, oltre a sottoporre gli animali coinvolti a maltrattamenti e a condizioni di detenzione esasperate, rappresenta un mezzo di riciclaggio di proventi illegali, di controllo sociale e di dominio territoriale, il suo contrasto si limiterà solo, quando ci saranno, ad interventi spot, per nulla risolutivi del problema. Se si vuole vincere per davvero la lotta occorre adottare una visione strategica unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa, che incidono sul più vasto contesto della tutela della sicurezza pubblica e su quello della lotta alla criminalità organizzata: solo adottando iniziative investigative tipiche del contrasto ai sodalizi criminali si attuerà una strategia vincente, altrimenti continueremo con l’ipocrita indignazione fino alla prossima corsa clandestina”.

Per fronteggiare le corse clandestine, come da anni chiede la LAV, occorre l’adozione di provvedimenti efficaci e diretti come:

  • controlli, anche di natura fiscale, sulla compravendita dei cavalli “dismessi” dall’ippica ufficiale per prevenire il loro riutilizzo nelle corse clandestine;
  • il divieto di circolazione su strada di mezzi trainati da animali;
  • l’inasprimento delle attuali sanzioni penali;
  • l’approvazione di una sanzione penale, sotto forma di delitto, per chi partecipa a qualsiasi titolo, anche in qualità di spettatore, alle corse clandestine;
  • il divieto di possedere cavalli, scuderie o attività inerenti all’ippica per i pregiudicati per reati a danno di animali, scommesse clandestine, gioco d’azzardo, associazione per delinquere e reati di mafia, anche attraverso l’adozione di misure di polizia, personali e reali.