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Processo Catanzaro: confermati come responsabili civili Università, ASL e Ministero Università e Ricerca

Ci batteremo affinché venga fatta chiarezza e nessuno resti impunito.

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Ultimo aggiornamento

giovedì 29 gennaio 2026

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Ricerca senza animali

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In aula per seguire una fase centrale del procedimento

Si è svolta oggi una nuova e importante udienza dello storico processo, legato al mondo della vivisezione e seguita all’inchiesta della Guardia di Finanza che con la Procura della Repubblica.

L'inchiesta ha rivelato gravi irregolarità riscontrate negli stabulari dell’Università Magna Graecia e vede imputate 19 persone tra ricercatori, veterinari e l’ex rettore dell’Ateneo.

Noi di LAV, già ammessi come parte civile, eravamo presenti in aula per seguire da vicino una fase centrale del procedimento e ribadire il proprio impegno affinché vengano accertate e condannate tutte le responsabilità.  

Nell’udienza preliminare odierna era prevista la comparizione dei responsabili civili, l’interrogatorio di uno degli imputati e la discussione del Pubblico Ministero insieme alle parti civili in relazione agli imputati che non hanno richiesto riti alternativi come il patteggiamento o l’abbreviato.

Si tratta di un passaggio che segna l’ingresso nel merito delle contestazioni mosse dalla Procura. Come richiesto dalle parti civili, il giudice ha confermato in questa occasione il ruolo di responsabili civili all’interno del processo di Asl, Università Magna Graecia e Ministero dell’università e della ricerca rispetto alle posizioni degli odierni imputati che non hanno scelto riti alternativi, nonostante la loro richiesta di estromissione per rimanere al di fuori del processo.  

Abbiamo preso  parte all’udienza, chiedendo il rinvio a giudizio degli imputati e facendo presente la necessità che il processo prosegua per fare piena luce sui fatti.  

Il procedimento trae origine da indagini che hanno documentato gravi violazioni della norma sia nella gestione degli animali, sottoposti a pratiche ancora più crudeli (che si aggiungono a quelle previste dall’esperimento stesso) che per uccisioni eseguite persino senza antidolorifici né autorizzazioni. Fatti che, oltre a configurare ipotesi di reato, pongono seri interrogativi sul sistema che alimenta e controlla i test di sperimentazione animale e la responsabilità delle istituzioni coinvolte. 

Le prossime udienze rappresenteranno passaggi decisivi per la definizione del futuro processuale degli imputati.  

Continueremo a essere presenti, sostenendo con determinazione le richieste della Procura e ribadendo la necessità di fare chiarezza su quanto avviene dietro le mura dei laboratori, sul rispetto almeno dei requisiti minimi di legge e lottando per il superamento dei modelli animali per una nuova vera scienza etica, attendibile, sicura e innovativa come fatto nel resto di Europa. 

Ringraziamo l’Avvocato Massimiliano Canè del Foro di Bologna per la sua dedizione in questo processo.