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Maxiprocesso Catanzaro: predisposto rinvio a giudizio per imputati accusati di maltrattamento e uccisione non necessitata di animali

Ci batteremo affinché venga fatta chiarezza e nessuno resti impunito.

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lunedì 02 marzo 2026

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#vivisezione #calabria
Ricerca senza animali

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Questo gravissimo caso deve rappresentare un punto di svolta

Si è svolta oggi, presso il Tribunale di Catanzaro, una nuova udienza del procedimento relativo alle gravi irregolarità riscontrate negli stabulari dell’Università Magna Graecia di Catanzaro per maltrattamento e uccisione di animali, associazione a delinquere e dichiarazione di informazioni false da parte di pubblici ufficiali con serie violazioni della norma sia nella gestione degli animali, sottoposti a pratiche ancora più crudeli (che si aggiungono a quelle previste dall’esperimento stesso) che per uccisioni eseguite persino senza antidolorifici né autorizzazioni.

L’udienza ha visto le repliche delle parti e la decisione del Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP) in merito alla richiesta di rinvio a giudizio per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario, nonché la pronuncia sull’ammissione ai riti speciali richiesti dalle difese.

L’udienza di oggi rappresenta un passaggio cruciale, questo, infatti, è il punto di partenza affinché le responsabilità emerse possano essere vagliate in un processo pubblico e approfondito. Chiediamo che venga fatta piena luce sui fatti e che almeno il sistema di controlli e autorizzazioni venga profondamente e seriamente rivoluzionato perché venga garantito quantomeno quello che è previsto per legge.Michela Kuan - biologa e consulente scientifica dell’area Ricerca
senza Animali di LAV

All’esito della discussione, il GUP ha disposto il rinvio a giudizio per la quasi totalità degli imputati che avevano richiesto rito ordinario.

Tra questi figurano esponenti di primo piano della ricerca scientifica italiana, ovvero titolari di incarichi accademici accusati dei reati di associazione per delinquere, maltrattamento e uccisione non necessitata di animali e di ruoli di garanzia a tutela del benessere animale e apicali presso Aziende Sanitarie Locali.

Tutti dovranno ora affrontare il processo, al termine del quale sarà pronunciata sentenza la prima udienza è fissata per il 12 maggio 2026.

È stata inoltre confermata l’udienza per la discussione dei riti abbreviati, prevista per il prossimo 16 marzo 2026.

Noi di LAV costituiti parte civile e presenti in aula, ribadiamo la necessità che venga accertata ogni responsabilità in relazione ai reati contestati.

Il procedimento ha infatti già portato alla luce un quadro estremamente allarmante: pratiche su animali incompatibili con la normativa vigente, omissioni nei controlli, violazioni dei protocolli autorizzativi e soppressioni di animali in assenza delle necessarie garanzie e misure analgesiche. Circostanze che, oltre a configurare possibili responsabilità penali, sollevano interrogativi profondi, che la nostra associazione porta  avanti fin dalla sua fondazione, sul piano etico e sull’affidabilità scientifica delle ricerche condotte.

Ribadiamo l’urgenza di superare modelli sperimentali basati su prassi e non validazione scientifica e che comportano dolore e morte per milioni di animali promuovendo metodi human-based moderni, rigorosi e realmente predittivi per la salute umana e l’ambiente.

Questo gravissimo caso deve rappresentare un punto di svolta per l’intero sistema della ricerca biomedica nel nostro Paese.

Continueremo a seguire con determinazione tutte le fasi del procedimento, affinché questo processo contribuisca a un cambiamento strutturale nella conduzione della ricerca e nel rispetto, almeno, delle normative poste a tutela degli animali.

Esprimiamo infine un sentito ringraziamento all’Avv. Massimiliano Cané del Foro di Bologna per la dedizione e l’impegno con cui ha rappresentato in giudizio gli interessi degli animali coinvolti nel procedimento.