Home | Notizie | Cattura orso M57, decisione deleteria: attuare politiche di prevenzione!

Cattura orso M57, decisione deleteria: attuare politiche di prevenzione!

Leggi l'articolo

Ultimo aggiornamento

domenica 23 agosto 2020

Condividi

In poche ore la Provincia di Trento è riuscita a perdere le tracce dell’orso M49, che avrebbe abbandonato il radiocollare mettendo fine al suo tracciamento dopo due evasioni, e a rinchiudere M57 (un giovane orso di due anni) nella prigione del Casteller, dopo l’aggressione notturna a un venticinquenne ad Andalo.

“Non c’è più tempo da perdere, chiediamo che la gestione degli orsi del Trentino e le indispensabili azioni di prevenzione siano stabilmente affidate al Ministero dell’Ambiente o continueremo ad assistere a una penosa quanto ingiusta caccia all’orso, che rappresenta anche un pessimo biglietto da visita per la regione”, afferma Gianluca Felicetti, presidente LAV.

“Auguriamo una pronta guarigione al giovane, vittima dello scontro con l’orso M57 e chiediamo clemenza per M49 che ha ripetutamente manifestato la necessità di vivere libero – prosegue Simone Stefani, responsabile della LAV di Trento e vicepresidente nazionale dell’Associazione  – Siamo fermamente convinti che catturare e imprigionare animali selvatici sia una decisione scellerata e deleteria. Abbiamo a cuore l’incolumità delle persone e quella degli orsi, e proprio per questo, ci chiediamo se non sia stato fatto troppo poco dalla Provincia per prevenire questi rischi dal momento che M57 era già stato sorpreso da diverso tempo a rovistare nei cassonetti della spazzatura e a frequentare il centro abitato: perché la Provincia non si è dotata di cassonetti anti-orso? Perché non sono state messe in atto le azioni di dissuasione previste dal Pacobace, il Piano di conservazione dell'orso Bruno sulle Alpi? Andalo è una zona a forte attrazione turistica e nelle vicinanze della zona dove è stato catturato M57, si trovano un campeggio, un maneggio, una palestra di roccia e un campo di calcetto. Gli orsi possono percorrere anche 20 km al giorno e non attaccano l’uomo come preda: non hanno colpe se si imbattono in aree abitate dove, peraltro, l’odore del cibo può essere una irresistibile attrattiva".

Fare prevenzione significa gestire questi aspetti nel rispetto dell’habitat di questi animali, a cominciare dal ricorso a segnaletica e formazione adeguata, invece di ricorrere a insensate catture.