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Nocera Inferiore (SA): cavallo muore durante la cavalcata dei Re Magi

Necessario superare definitivamente l'uso dei cavalli nelle manifestazioni e rievocazioni storiche.

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mercoledì 07 gennaio 2026

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Non incidente, non fatalità ma responsabilità collettiva

Un tragico malore ha causato la morte di un cavallo durante la rievocazione storica della Cavalcata dei Re Magi, evento che si tiene in occasione dell'Epifania a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno.

L'animale trainava la carrozza: prima è scivolato sull'asfalto bagnato e poi si è accasciato a terra colpito da un malore fatale. [Foto dal Web]

La morte del cavallo non può essere archiviata come una fatalità. Non siamo di fronte a un evento imprevedibile, ma all'esito coerente di un modello culturale che continua a trattare i cavalli come strumenti funzionali allo spettacolo umano.Nadia Zurlo responsabile area equidi LAV.

NON MACCHINA CERIMONIALE MA INDIVIDUO SENZIENTE
Un cavallo non è una macchina cerimoniale, né un mezzo scenografico, non è un supporto simbolico per tradizioni o rievocazioni. È un individuo senziente, con propri limiti fisici e psicologici, che viene forzato in contesti urbani rumorosi, affollati, imprevedibili, spesso estranei alle sue caratteristiche etologiche. Il rischio non è un'eccezione: è intrinseco all'uso stesso del cavallo in questi contesti.

Ogni volta che un cavallo viene inserito in una parata, in un corteo, in una manifestazione pubblica, si compie una scelta precisa: si antepone la continuità di un rito umano all'incolumità di un altro individuo. Quando poi l'esito è la morte, non è corretto parlare di “incidente”, ma di una responsabilità collettiva che nasce molto prima di quel momento

C'è un ulteriore profilo che non può essere ignorato: quello della responsabilità istituzionale. Le parate e i cortei con cavalli vengono generalmente autorizzati come eventi pubblici, attraverso provvedimenti che riguardano la viabilità, l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone. In questo quadro, l'animale non è considerato come soggetto esposto a un rischio specifico, ma come parte accessoria dell'evento.

Non esiste, nella prassi amministrativa, una valutazione preventiva dell'idoneità di queste manifestazioni rispetto alle caratteristiche e ai limiti dei cavalli coinvolti, né una reale analisi dei fattori di rischio legati al contesto urbano: rumori improvvisi, folla, superfici asfaltate, temperature, durata dell'esposizione, imprevedibilità degli stimoli.

NECESSARIO SUPERARE L'USO DI CAVALLI IN PARATE, CORTEI E MANIFESTAZIONI PUBBLICHE
L'assenza di una disciplina specifica produce un effetto chiaro: ciò che è autorizzato dal punto di vista amministrativo viene percepito come automaticamente accettabile, anche quando espone gli animali a pericoli evidenti e prevedibili. In questo senso, la morte di un cavallo durante una parata non è un evento eccezionale, ma la manifestazione concreta di un sistema che consente l'uso di individui senzienti senza interrogarsi sulla compatibilità tra l'evento e la loro integrità fisica. Quando il rischio è strutturale e noto, continuare ad autorizzare queste pratiche significa assumerlo come costo collaterale di una tradizione.

Questi episodi confermano la necessità di superare definitivamente l'uso dei cavalli in parate, cortei e manifestazioni pubbliche. Non si tratta di “migliorare le condizioni”, ma di mettere in discussione l'idea stessa che sia accettabile usare corpi e vite altrui per intrattenimento, celebrazione o folklore. La vera evoluzione culturale non sta nel rendere questi eventi più “sicuri”, ma nel riconoscere che non ci appartengono, e che il loro tempo è finito. Nadia Zurlo, responsabile area equidi LAV.