Necessario superare definitivamente l'uso dei cavalli nelle manifestazioni e rievocazioni storiche.
Un tragico malore ha causato la morte di un cavallo durante la rievocazione storica della Cavalcata dei Re Magi, evento che si tiene in occasione dell'Epifania a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno.
L'animale trainava la carrozza: prima è scivolato sull'asfalto bagnato e poi si è accasciato a terra colpito da un malore fatale. [Foto dal Web]
La morte del cavallo non può essere archiviata come una fatalità. Non siamo di fronte a un evento imprevedibile, ma all'esito coerente di un modello culturale che continua a trattare i cavalli come strumenti funzionali allo spettacolo umano.
NON MACCHINA CERIMONIALE MA INDIVIDUO SENZIENTE
Un cavallo non è una macchina cerimoniale, né un mezzo
scenografico, non è un supporto simbolico per tradizioni o rievocazioni. È un
individuo senziente, con propri limiti fisici e psicologici, che viene forzato
in contesti urbani rumorosi, affollati, imprevedibili, spesso estranei alle sue
caratteristiche etologiche. Il rischio non è un'eccezione: è intrinseco all'uso
stesso del cavallo in questi contesti.
Ogni volta che un cavallo viene inserito in una parata, in un corteo, in una manifestazione pubblica, si compie una scelta precisa: si antepone la continuità di un rito umano all'incolumità di un altro individuo. Quando poi l'esito è la morte, non è corretto parlare di “incidente”, ma di una responsabilità collettiva che nasce molto prima di quel momento
C'è un ulteriore profilo che non può essere ignorato: quello della responsabilità istituzionale. Le parate e i cortei con cavalli vengono generalmente autorizzati come eventi pubblici, attraverso provvedimenti che riguardano la viabilità, l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone. In questo quadro, l'animale non è considerato come soggetto esposto a un rischio specifico, ma come parte accessoria dell'evento.
Non esiste, nella prassi amministrativa, una valutazione preventiva dell'idoneità di queste manifestazioni rispetto alle caratteristiche e ai limiti dei cavalli coinvolti, né una reale analisi dei fattori di rischio legati al contesto urbano: rumori improvvisi, folla, superfici asfaltate, temperature, durata dell'esposizione, imprevedibilità degli stimoli.
NECESSARIO SUPERARE L'USO DI CAVALLI IN PARATE, CORTEI E MANIFESTAZIONI PUBBLICHE
L'assenza di una disciplina specifica produce un effetto
chiaro: ciò che è autorizzato dal punto di vista amministrativo viene percepito
come automaticamente accettabile, anche quando espone gli animali a pericoli
evidenti e prevedibili. In questo senso, la morte di un cavallo durante una
parata non è un evento eccezionale, ma la manifestazione concreta di un
sistema che consente l'uso di individui senzienti senza interrogarsi sulla
compatibilità tra l'evento e la loro integrità fisica. Quando il rischio è
strutturale e noto, continuare ad autorizzare queste pratiche significa
assumerlo come costo collaterale di una tradizione.
Questi episodi confermano la necessità di superare definitivamente l'uso dei cavalli in parate, cortei e manifestazioni pubbliche. Non si tratta di “migliorare le condizioni”, ma di mettere in discussione l'idea stessa che sia accettabile usare corpi e vite altrui per intrattenimento, celebrazione o folklore. La vera evoluzione culturale non sta nel rendere questi eventi più “sicuri”, ma nel riconoscere che non ci appartengono, e che il loro tempo è finito.