Il Consiglio di Stato ha rimesso gli atti alla Corte costituzionale.
Dopo l’ordinanza del Consiglio di Stato, insieme a LAC LIPU e WWF Italia chiediamo la sospensione immediata del Comitato.
Noi di LAV con LAC, LIPU e WWF Italia abbiamo accolto con grande attenzione l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha rimesso alla Corte costituzionale la valutazione di legittimità dell’art. 1, comma 453, della legge 197/2022, norma che ha consentito la ricostituzione del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale (CTFVN).
Il Consiglio di Stato ha rilevato che la disposizione attribuisce al Ministro un potere “illimitato” di modificare composizione, funzioni e finalità degli organismi ministeriali, fino alla possibilità di sopprimere rappresentanze di intere categorie, con potenziali violazioni dei principi costituzionali di rappresentatività, proporzionalità e parità di trattamento.
Oltre ai profili di illegittimità costituzionale, noi associazioni denunciamo da tempo la natura marcatamente politica e filovenatoria del CTFVN, la cui composizione risulta sbilanciata e priva di un adeguato contrappeso tecnico-scientifico. Nel suo primo anno di attività il Comitato ha espresso solo pareri favorevoli, spesso con procedure di analisi opache e metodologicamente deboli, confermando la sua funzione di organo di legittimazione politica delle scelte venatorie.
Dichiarazioni pubbliche di esponenti del Governo hanno inoltre confermato che il CTFVN è stato concepito come strumento per limitare o azzerare il ruolo di ISPRA, l’unico ente tecnico-scientifico nazionale competente in materia faunistica.
Una scelta che — come già denunciato dal WWF nei suoi comunicati — rappresenta un grave passo indietro e un attacco alla scienza e alla gestione responsabile della fauna.
Alla luce di tutto ciò, noi di LAV, con LAC, LIPU e WWF Italia chiediamo al Ministero dell’Agricoltura di sospendere immediatamente le attività del CTFVN fino alla decisione della Corte costituzionale.
Ribadiamo la necessità di un organismo tecnico realmente indipendente, competente e rappresentativo, che operi nel pieno rispetto della legalità e dell’interesse pubblico, e non come strumento politico a favore della caccia.