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Chiude la stagione della caccia, apre quella dei ripopolamenti. Fermare le immissioni!

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Ultimo aggiornamento

domenica 30 gennaio 2022
Foto di AP

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Oggi 31 gennaio si chiude la stagione di caccia 2020/21, ma già da domani si apre quella dei ripopolamenti.

E’ per questo motivo che milioni di animali, soprattutto fagiani e lepri, ogni anno vengono fatti nascere e crescere in gabbia per poi essere rilasciati sul territorio, così da diventare bersagli dei cacciatori nella prossima stagione venatoria.

Le emergenze sanitarie tuttora in corso nel nostro Paese e che riguardano la diffusione dell’influenza aviaria e della Peste Suina Africana, ci hanno insegnato che le attività correlate alla caccia possono essere molto pericolose, tanto che la caccia è stata vietata nelle aree infette da PSA, mentre per evitare la diffusione dell’influenza aviaria, il ripopolamento di fagiani è stato vietato ma solamente nelle zone adiacenti i focolai. Tuttavia, i fagiani rilasciati sul territorio non conoscono i confini istituiti attorno a focolai o zone infette, sono in grado di volare e quindi di trasportare patogeni pericolosi anche per l’essere umano, come nel caso dell’influenza aviaria, un virus che potrebbe generare una nuova pandemia, come mette in guardia il Centro Nazionale di Referenza per l’influenza aviaria istituito presso l’Istituto Zooprofilattico delle Venezia.

Per questo motivo abbiamo chiesto ai Ministri Speranza e Cingolani di estendere il divieto di ripopolamento di fagiani a tutte le Regioni, anche quelle al momento indenni dal contagio di influenza aviaria: non è tollerabile mettere a repentaglio la salute delle persone per assecondare il crudele passatempo dei cacciatori.

Gli effetti nefasti della caccia ricadono sugli animali per dodici mesi l’anno, vietare i ripopolamenti a livello nazionale rappresenta, oltre che un atto di tutela della salute umana e dell’ambiente, anche un gesto di civiltà e rispetto nei confronti di animali innocenti che i cacciatori ritengono di poter usare come loro passatempo,

Per questo motivo rinnoviamo il nostro appello al Governo perché si ponga finalmente fine a questa pratica intollerabile per un Paese civile.