Quasi 2.000 cani destinati alla vivisezione sono stati liberati per sempre.
Chiusura definitiva del colosso statunitense Ridglan Farms, quasi 2.000 cani destinati alla vivisezione, infatti, sono stati liberati per sempre e affidati alle cure di associazioni. Per decenni, tra le mura di quella struttura, migliaia di cani di razza Beagle sono nati con un unico, drammatico destino: trascorrere la vita in fredde gabbie per poi essere venduti come meri "oggetti di ricerca”.
La svolta è il frutto di anni di denunce, indagini, pressione dell'opinione pubblica e azioni legali guidate dalle associazioni per la tutela degli animali; messo di fronte alle gravissime violazioni sul benessere animale e al rischio di un processo penale, l'allevamento è stato costretto alla resa, accettando di consegnare la licenza e cedere tutti i cani presenti.
Per questi animali inizia ora una nuova vita: per la prima volta provano il calore del sole, l'erba sotto le zampe e la libertà. I Beagle stanno ricevendo tutte le cure veterinarie necessarie e percorsi di riabilitazione comportamentale per superare i traumi della reclusione, in attesa di essere accolti da famiglie adottive responsabili.
L'operazione di soccorso ricorda il grande successo italiano che ha permesso la chiusura del noto allevamento lager Green Hill e la condanna dei vertici per maltrattamento e uccisione di animali grazie a LAV, inoltre, sempre grazie alla nostra associazione, non è più possibile allevare in Italia cani, gatti e primati se destinati alla vivisezione, un risultato storico e unico in Europa che ha permesso di tutelare ulteriormente queste specie.
Una storia di libertà, che ricorda quella degli oltre 50 animali salvati e adottati grazie all’estenuante battaglia giudiziaria contro il centro di ricerca veronese Aptuit. Noi certo non ci fermeremo qui, ma il nostro Governo non supporta una ricerca vera, etica e innovativa, anzi al momento i fondi destinati ai modelli non animali è pari a zero!
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