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Circo, inchiesta Agi. Abbiamo scritto al Direttore: garantire completezza informazioni. Lo spettacolo è in natura

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Ultimo aggiornamento

giovedì 27 dicembre 2018

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In questi giorni l'Agi sta pubblicando un'inchiesta a puntate sul circo, il cui risultato finora è un lavoro di parte che non racconta la realtà oggetto dell'inchiesta stessa. Per questo abbiamo scritto al Direttore dell'Agenzia, fornendo alcune precisazioni che riteniamo siano utili alla completezza dell'informazione.

- Il Governo non è a un "bivio" (come titola Agi) in tema di animali nei circhi, perché la dismissione degli animali dai circhi è già Legge (dal 2017) per decisione presa dal precedente Governo.

- Il Ministro Bonisoli dell'attuale Governo ha pubblicamente confermato con un video postato su Facebook lo scorso 15 dicembre che dare attuazione a tale Legge è tra le priorità a cui sta lavorando.

- Le ragioni di questa riforma sono molteplici e profonde: sono innanzitutto ragioni etiche, a conferma di un'evoluzione culturale in atto in quanto non si ritiene accettabile sottoporre animali a costrizioni per finalità di spettacolo. La disaffezione del pubblico verso il circo con animali è stata confermata anche dal Censis in una sua indagine diffusa nel 2017, che abbiamo commentato.

- Vivere tutta la vita tra gabbie, addestramenti e palcoscenico, implica costrizioni e condizionamenti fortissimi dal punto di vista etologico: gli animali non sono burattini!

- Proporre ai bambini un modello di spettacolo basato sulla sottomissione di animali è diseducativo, ed è anche subdolo il tentativo di attirare il pubblico più giovane con ingressi gratuiti o promozioni.

- Sono circa i 50 Paesi nel mondo, di cui una buona parte dell’Unione Europea, che hanno vietato o imposto restrizioni all'uso di animali nei circhi.

- 7 circhi in Italia sono stati condannati per maltrattamento animali da Tribunali italiani, in soli due anni, dal 2014 al 2016.

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(foto Elisabetta Gazziero)