In conferenza stampa alla Camera, l'insostenibile difesa della caccia

Ancora oggi c’è chi sostiene che la caccia possa essere la soluzione delle problematiche riguardanti le attività umane esercitate su territori dove vivono gli animali selvatici.

Su questo tema, evidentemente inconsapevoli della realtà che ci circonda, alcuni deputati di Fratelli d’Italia hanno tenuto, proprio oggi, una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, arrivando a sostenere che l’attività venatoria potrebbe risolvere la questione dei danni imputati alla fauna selvatica. Un’interpretazione smentita dalla realtà: da quando la gestione è stata affidata alle armi dei cacciatori, i danni non solo non sono diminuiti, ma addirittura aumentati.

“Si tratta di un’iniziativa completamente fuori dal tempoaffermano le associazioni ENPA, LAC, LAV, LIPU e WWF – avulsa da valutazioni tecniche e sconnessa dalla realtà, con l’unico obiettivo di sostenere le frange più estremiste del mondo venatorio”.

Lo dimostra il fatto che si parla di animali “nocivi”, quando è dal febbraio 1978 che questo termine è stato cancellato dalla legislazione venatoria. Inoltre, per rispondere a uno degli argomenti avanzati dagli organizzatori della conferenza stampa, il contributo offerto dai cacciatori al PIL nazionale è semplicemente risibile e, sempre a tale proposito, non deve sfuggire che nel breve lasso di tempo di sei anni è crollato del 16% dimostrando così quanto la loro attività sia in evidente declino (report ANPAM 2017-2011).

“Infine, sul tema dell’incensuratezza, altro ritornello del mondo filovenatorio, i cacciatori italiani che, secondo gli ultimi dati regionali e del Ministero Interno sono circa 435.000, avranno pure in gran parte la fedina penale intonsa (con molte eccezioni per i reati contravvenzionali oblazionabili), ma questa non è certo una garanzia della loro rispettabilità sociale – concludono le associazioni - anche perché grazie all'ultimo decreto legislativo sulle armi non è possibile negare automaticamente il rinnovo della licenza di caccia a persone condannate molti anni fa”.