Nuovo stop alla caccia nel versante laziale della Zona di Protezione Esterna del PNALM. Ora definitivo

Aggiornamento del 14 dicembre

La Terza sezione del Consiglio di Stato ha definitivamente confermato quanto già disposto dal Presidente Franco Frattini, il 23 novembre scorso. Leggi i dettagli qui sotto.

Con decreto monocratico del Presidente Franco Frattini, il Consiglio di Stato, su ricorso delle associazioni ENPA, LAC, LAV e WWF, ha nuovamente bloccato la caccia nel versante laziale della Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, riformando l’ordinanza del TAR Lazio che, in contrasto con la precedente decisione del suo Presidente, non aveva concesso la sospensiva su ricorso delle Associazioni.

Il provvedimento è molto importante perché vieta l’attività venatoria in una delle aree fondamentali per la tutela dell’orso bruno marsicano, specie di cui questa settimana sono morti 3 individui, caduti in una vasca per la raccolta dell’acqua piovana non adeguatamente protetta, simbolo del mancato controllo a tutti i livelli proprio nelle Zone di Protezione Esterna del Parco.

Esemplare ciò che si legge nel decreto del Consiglio di Stato: “Ritenuto che il danno irreparabile all’interesse pubblico consistente nella tutela della fauna selvatica, nonché nella speciale esigenza di proteggere l’habitat di una specie fortemente protetta in zone limitrofe al Parco Nazionale di Abruzzo, prevalga senz’altro sulla pretesa regionale di garantire più spazi e più occasioni di prelievo alla comunità dei cacciatori, nell’esercizio della attività venatoria”.

Ancora una volta viene ribadito che la tutela degli animali selvatici prevale sempre nei confronti dell’interesse dei cacciatori.

Massimo Vitturi
Responsabile Area Animali selvatici