Basta uccisioni: animali selvatici non siano capro espiatorio di errori umani!

Dopo anni di guerra aperta ad animali selvatici come nutrie, volpi, istrici, gambero rosso, ritenuti responsabili di danni al territorio e alle colture, sono i risultati a parlare: nessun problema è stato risolto, moltissimi animali sono stati uccisi.

E se i tentativi di eradicazione non hanno risolto il problema, le cause, evidentemente, vanno ricercate altrove.

Il 10 novembre a Bomporto (Modena), con l’aiuto di tecnici di aree diverse, insieme ad altre associazioni approfondiremo il tema del delicato rapporto tra “Animali selvatici e attività umane”, con un’attenzione particolare al dissesto idrogeologico, argomento di stringente attualità che si lega alla sicurezza dei cittadini e alla gestione della spesa pubblica.

La sicurezza del territorio sta assumendo, in questi ultimi anni, il carattere di una grande sfida che attende il nostro futuro e che ha già avuto l’occasione di palesarsi in molte occasioni nelle quali è stato pagato un prezzo altissimo in termini di devastazioni ambientali. Oramai non è più possibile parlare di “stato emergenziale”, gli eventi atmosferici estremi stanno entrando a far parte di una gestione ordinaria del territorio. Per questo motivo non è più tempo di utilizzare gli animali quale capro espiatorio di una mala gestione dei fondi pubblici che ha determinato negli anni un enorme spreco di risorse senza peraltro giungere a soluzioni definitive.

Una nuova modalità di rapporto tra uomini e animali selvatici su ogni territorio è possibile, attraverso una coesistenza pacifica che assicuri la tutela di ogni vita animale, nel rispetto delle attività umane, grazie anche ad una corretta gestione delle risorse pubbliche.

PROGRAMMA

LE NUTRIE TRA MITO E REALTÀ