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Il TAR sospende le ordinanze ammazza cornacchia del sindaco di Pordenone

Felicissimi che la tutela degli animali selvatici abbia prevalso su soluzioni sbrigative e sanguinarie come sempre a danno degli animali.


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Ultimo aggiornamento

lunedì 08 giugno 2026

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#friuliveneziagiulia
Animali selvatici

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Ora il Sindaco Basso avvii un confronto con le associazioni

La cornacchia di Pordenone per ora è salva grazie al ricorso di LAV! Con decreto del Presidente del TAR FVG n.64/2026 del 08.06.2026, a seguito del ricorso di noi di LAV, sono state sospese con effetto immediato le due ordinanze con le quali il Sindaco di Pordenone aveva condannato a morte la cornacchia che in queste settimane ha assunto atteggiamenti difensivi della sua prole.

La prima ordinanza di uccisione della cornacchia, risalente al 29 maggio scorso, era stata da noi impugnata dalla e portata al giudizio del TAR, ma appena la notizia dell’azione legale avviata dall’associazione animalista è cominciata a circolare, il Sindaco di Pordenone aveva pensato bene di fare una nuova ordinanza con gli stessi contenuti: mandare a morte un uccello bollato come “molesto”, così da rendere vano il ricorso dell’associazione. Grazie alla nostra prontezza, che si è avvalsa dell’assistenza dell’avv. Alessandro Sperotto del foro di Pordenone, è però stata impugnata anche la nuova ordinanza e ora giunge la notizia della sospensione di ambedue gli atti.

Siamo felicissimi di questo risultato per il quale ringraziamo l’avvocato Sperotto. La condanna a morte degli animali è sempre inaccettabile, tanto più quando nei confronti di animali selvatici che si comportano come qualsiasi genitore di fronte a possibili minacce verso la prole, un comportamento che adotterebbe anche qualunque essere umano. La condanna a morte è la classica risposta delle amministrazioni quando si trovano a dover gestire la convivenza con gli animali selvatici, la “banalità del male” che diventa un atto pubblico quando non ci si vuole impegnare per trovare soluzioni che possano favorire la convivenza pacifica. Massimo Vitturi, Responsabile LAV Animali Selvatici
Ora il Sindaco Basso faccia immediatamente scaricare le armi e avvii un confronto con le associazioni per individuare assieme una soluzione incruenta e praticabile che rispetti la vita degli animali e garantisca la serenità dei cittadini. LAV

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lunedì 08 giugno 2026

Pordenone: ricorriamo al TAR contro l’ordinanza di condanna a morte di una cornacchia

La condanna a morte della cornacchia di via Damiani a Pordenone è inaccettabile, nelle prossime ore il nostro ufficio legale depositerà un ricorso al TAR di Trieste contro l’ordinanza del Sindaco di Pordenone. Guido Iemmi, Responsabile LAV Pordenone

La cornacchia è oramai diventata un caso mediatico, infatti pur non rappresentando alcun serio pericolo per l’incolumità dei cittadini, è diventata protagonista delle prime pagine di queste ultime settimane, solo per avere allontanato quelle che dal suo punto di vista rappresentano gravi minacce per la sopravvivenza dei suoi piccoli.

Uccidere un animale selvatico rappresenta sempre una violenza che non possiamo tollerare ancora di più quando è già noto che è sufficiente attendere qualche giorno perché possa cessare il suo comportamento difensivo.LAV Pordenone

Se infatti la cornacchia si impegna ad allontanare le persone dal suo territorio, è solo perché noi umani veniamo percepiti come una concreta minaccia per i suoi piccoli nel nido, è quindi sufficiente attendere l’involo dei nidiacei perché ogni problema rientri immediatamente.

Per tentare di bloccare l’ordinanza ammazza-cornacchia, i nostri legali stanno già predisponendo un ricorso urgente che nelle prossime ore sarà depositato al TAR di Trieste e con il quale sarà richiesta la sospensione immediata di ogni operazione che possa incidere sulla vita dell’animale.

Nel frattempo, per scongiurare ogni possibile rischio per i cittadini, è sufficiente che coloro che si dovessero trovare a transitare nella zona sottoposta al controllo della cornacchia, si dotino di un normalissimo ombrello come fosse una qualsiasi giornata di pioggia.

È evidente che, di fronte alla possibilità di poter utilizzare semplici azioni preventive, alla portata di chiunque, è incomprensibile e inaccettabile la condanna a morte dell’animale. Per questo motivo già sabato scorso abbiamo chiesto al Sindaco Basso di ritirare l’ordinanza ancor prima di aprire il procedimento giudiziario, rispettando così la vita di un animale che si comporta secondo le sue normali regole etologiche ed evitando allo stesso tempo lo sperpero del denaro dei cittadini per costituirsi in giudizio. LAV Pordenone


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