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Pordenone: ricorriamo al TAR contro l’ordinanza di condanna a morte di una cornacchia

Già sabato scorso abbiamo chiesto al Sindaco Basso di ritirare l’ordinanza ancor prima di aprire il procedimento giudiziario.

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domenica 31 maggio 2026

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#friuliveneziagiulia
Animali selvatici

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I nostri legali stanno già predisponendo un ricorso urgente

La condanna a morte della cornacchia di via Damiani a Pordenone è inaccettabile, nelle prossime ore il nostro ufficio legale depositerà un ricorso al TAR di Trieste contro l’ordinanza del Sindaco di Pordenone. Guido Iemmi, Responsabile LAV Pordenone

La cornacchia è oramai diventata un caso mediatico, infatti pur non rappresentando alcun serio pericolo per l’incolumità dei cittadini, è diventata protagonista delle prime pagine di queste ultime settimane, solo per avere allontanato quelle che dal suo punto di vista rappresentano gravi minacce per la sopravvivenza dei suoi piccoli.

Uccidere un animale selvatico rappresenta sempre una violenza che non possiamo tollerare ancora di più quando è già noto che è sufficiente attendere qualche giorno perché possa cessare il suo comportamento difensivo.LAV Pordenone

Se infatti la cornacchia si impegna ad allontanare le persone dal suo territorio, è solo perché noi umani veniamo percepiti come una concreta minaccia per i suoi piccoli nel nido, è quindi sufficiente attendere l’involo dei nidiacei perché ogni problema rientri immediatamente.

Per tentare di bloccare l’ordinanza ammazza-cornacchia, i nostri legali stanno già predisponendo un ricorso urgente che nelle prossime ore sarà depositato al TAR di Trieste e con il quale sarà richiesta la sospensione immediata di ogni operazione che possa incidere sulla vita dell’animale.

Nel frattempo, per scongiurare ogni possibile rischio per i cittadini, è sufficiente che coloro che si dovessero trovare a transitare nella zona sottoposta al controllo della cornacchia, si dotino di un normalissimo ombrello come fosse una qualsiasi giornata di pioggia.

È evidente che, di fronte alla possibilità di poter utilizzare semplici azioni preventive, alla portata di chiunque, è incomprensibile e inaccettabile la condanna a morte dell’animale. Per questo motivo già sabato scorso abbiamo chiesto al Sindaco Basso di ritirare l’ordinanza ancor prima di aprire il procedimento giudiziario, rispettando così la vita di un animale che si comporta secondo le sue normali regole etologiche ed evitando allo stesso tempo lo sperpero del denaro dei cittadini per costituirsi in giudizio. LAV Pordenone