Corse clandestine: mancata modifica normativa favorisce bande criminali

La sfrontatezza degli organizzatori delle corse clandestine di cavalli è nota da tempo, basti pensare ai video e immagini che circolano sui Social: esaltazione e sublimazione dello strapotere criminale.

Ieri, la Polizia di Stato di Catania ha identificato i responsabili di una corsa clandestina tra due calessi trainati da cavalli, organizzata il 30 maggio scorso a Camporotondo Etneo, e ha denunciato i due fantini per maltrattamento di animali. Uno di essi, titolare di reddito di cittadinanza, ha detto di aver guadagnato 1.300 euro in nero per 2 minuti e mezzo di gara. Alla gara illegale, hanno assistito centinaia di persone, molte delle quali hanno dato il loro sostegno scortando la gara a bordo di motociclette. Erano decine i motocicli a ridosso dell’animale, oltre all’uso continuo del clacson, le urla e le molteplici frustate inferte all’animale per spronarlo. Proprio da uno dei motocicli è stato fatto un video postato sui Social che ha permesso agli investigatori di identificare due fantini.

Durante le operazioni di polizia è stato individuato anche un noto pluripregiudicato appartenente a un nucleo familiare che percepisce il reddito di cittadinanza e che, in occasione della corsa, senza casco e in totale violazione delle norme previste dal codice della strada, correva a gran velocità e con manovre pericolose davanti ai cavalli in corsa. Come se non bastasse, nel corso del controllo alla sua stalla, è stato denunciato anche per furto di energia elettrica.

Lo diciamo da anni: nonostante la sua gravità e la sua pericolosità, questa attività criminale, tra le più aggressive della zoomafia, non suscita particolare interesse nel legislatore.

La richiesta dell’inasprimento delle pene e le necessarie modifiche normative, come l’approvazione di una sanzione penale, sotto forma di delitto, per chi partecipa a qualsiasi titolo, anche in qualità di spettatore, alle corse clandestine, il divieto di circolazione di veicoli a trazione animale e quello di possedere cavalli, scuderie o attività inerenti all’ippica per i pregiudicati per reati a danno di animali, scommesse clandestine, gioco d’azzardo, associazione per delinquere e reati di mafia, restano lettera morta, ad esclusivo vantaggio delle bande criminali delle corse clandestine.

Ciro Troiano

Criminologo, responsabile Osservatorio Zoomafia LAV