Covid e visoni: in Veneto il secondo focolaio in allevamento italiano

In base a quanto pubblicato ieri dal Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica del Veneto, non ci sono dubbi:
• 5 visoni, con positività al SARS-CoV-2 (rilevazione con test virologici);
• 90% di un campione di 60 visoni, con anticorpi per esposizione al coronavirus SARS-CoV-2 (rilevazione con test sierologici).

Si tratta dell’allevamento di visoni a Villa del Conte (Padova) e del quale avevamo già diffuso immagini che documentavano violazioni alle minime norme di biosicurezza e finalizzate ad evitare l’introduzione del coronavirus tra i visoni.

#EMERGENZAVISONI

I controlli diagnostici in corso negli allevamenti di visoni, sono effettuati in ottemperanza dello screening disposto dal Ministero della Salute solo lo scorso 21 dicembre; per tutto il 2020 infatti, in Italia non c’è mai stato obbligo di controllare, con test diagnostici, l’eventuale presenza del virus tra i visoni nonostante fosse ampiamente noto che i visoni infettati dal coronavirus SARS-CoV-2 sono perlopiù asintomatici; condizione che comporta la formazione di veri e propri serbatoi.

Continuiamo a sollecitare un intervento del Ministro della Salute affinché la temporanea sospensione al 28 febbraio dell’attività di allevamento, diventi un definitivo divieto!

Comunicato stampa integrale