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Bergamo: daini e cervi salvati dai fucili dei cacciatori

Oggi vi mostriamo le immagini della loro nuova vita, lontano dal pericolo e dalla sofferenza.

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Ultimo aggiornamento

venerdì 30 gennaio 2026

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Una corsa che racconta la loro libertà!

Dal 2001 erano prigionieri in un recinto, costretti a vita per il capriccio di un proprietario che li voleva come "ornamento". Daini e cervi rinchiusi, dimenticati, trascurati.

Nell'ottobre 2024 alcuni di loro sono riusciti a fuggire attraverso una recinzione danneggiata, mai manutenuta adeguatamente. Si sono rifugiati in una vigna, confidenti con le persone dopo anni di cattività.

Il loro destino era segnato! A primavera qualche solerte cacciatore sarebbe intervenuto su incarico della Regione Lombardia per ucciderli tutti, con la scusa di "prevenire danni all'agricoltura".

Ma grazie all'intervento della nostra sede di Bergamo e al coraggio del gestore della vigna che ci ha chiesto aiuto siamo riusciti a salvarli!  (scrolla la pagina e ripercorri la storyline per leggere tutta la storia)


Ripercorri la storyline

venerdì 30 gennaio 2026

Il loro destino era segnato

ll loro destino era segnato!

Dal 2001, in un paese in provincia di Bergamo, è stato autorizzato un allevamento di animali selvatici “a fini ornamentali”.

Daini e Cervi costretti a vita in un recinto per il piacere del loro proprietario.

A ottobre 2024 alcuni di loro erano fuggiti a seguito di un danneggiamento della recinzione, evidentemente non manutenuta in modo corretto dal proprietario, che nel corso degli anni si era sempre poco interessato degli animali, come dimostrato da numerose segnalazioni sporte dai cittadini alle autorità.

Da quel momento gli animali, assai confidenti con le persone, si sono stabiliti all'interno di una vigna.

Il loro destino era segnato!

A primavera qualche solerte cacciatore sarebbe intervenuto su incarico della Regione Lombardia, uccidendoli tutti per prevenire danni all'agricoltura.

Il gestore della vigna si è per fortuna rivolto alla nostra sede di Bergamo, chiedendo aiuto per individuare una soluzione incruenta al problema.

Abbiamo così messo in atto un complesso piano per catturare Daini e Cervi, sterilizzarli e trasferirli in un rifugio con garanzia di mantenimento fino a fine vita naturale.

Grazie alla disponibilità del CANC (Centro Animali Non Convenzionali) dell'Università di Torino, dal 11 al 13 febbraio, otto degli animali fuggiti dal recinto sono stati catturati da una squadra di specialisti abilitati all'uso del fucile per telenarcosi e quindi sterilizzati con un operazione chirurgica in laparoscopia. L'intervento è stato effettuato nella sala chirurgica allestita nella tenda dell'Unità di Emergenza LAV.

Gli animali sono stati quindi microchippati e infine trasportati, con un mezzo autorizzato, alla loro destinazione finale, il rifugio.

Lì li abbiamo liberati e ora vivono in perfetta armonia con i loro conspecifici già presenti nel recinto.

UN'OPERAZIONE COMPLESSA E IMPEGNATIVA PER TUTTI
L'operazione è stata molto impegnativa e certamente impattante, anche per gli animali, ma siamo riusciti nel nostro obiettivo di dar loro una possibilità alternativa e non cruenta al piano di uccisione che la Regione avrebbe con certezza proposto come unica soluzione da qui a poche settimane.

Ora pascolano serenamente all'interno di un terreno di ben 80 ettari e a breve vogliamo che siano raggiunti anche da quelli che non siamo riusciti a catturare al primo tentativo.

Tutto ciò che abbiamo portato avanti in questo frangente è stato reso possibile grazie al deciso e costante impegno dei volontari della sede LAV di Bergamo.

Gli animali selvatici devono essere liberi di vivere la loro vita, al sicuro dall'invasiva presenza di noi umani, manteniamo le distanze dagli animali selvatici e salviamoli!




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