Sono iniziate ieri, in Commissione Agricoltura della Camera, le votazioni sulla proposta di legge caccia sparatutto.
Sono iniziate ieri, in Commissione Agricoltura della Camera, le votazioni sulla proposta di legge caccia sparatutto. Si tratta di un’accelerazione improvvisa, comunicata solo martedì a seguito della modifica del calendario dei lavori da parte della Conferenza dei Capigruppo, che ha previsto per il giorno successivo l’avvio delle votazioni. Tuttavia, i tempi tecnici per licenziare il testo in Commissione non sono sufficienti: la prossima settimana sarà infatti l’ultima prima della pausa estiva e la discussione sarà rinviata a settembre.
Nel fascicolo, accanto agli emendamenti depositati dalle opposizioni — M5S, AVS e PD — sono presenti proposte cruciali per migliorare il testo, nelle parti peraltro attenzionate dal Quirinale come confliggenti le normative europee. presentate anche da gruppi di maggioranza. Oltre ai 97 emendamenti positivi presentati da Michela. Brambilla (Noi Moderati), figurano i quattordici emendamenti annunciati da Forza Italia, undici dei quali recano, oltre alle firme delle deputate Rita Dalla Chiesa e Deborah Bergamini anche quella del Capogruppo in Commissione Agricoltura, Giuseppe Castiglione. Tra questi si segnalano, in particolare, l’introduzione del divieto di utilizzo dei richiami vivi, sia di cattura sia allevati; l’eliminazione della pernice bianca, dell’allodola, dell’oca selvatica e del piccione dall’elenco delle specie cacciabili; il ripristino del limite della stagione venatoria alla prima decade di febbraio; nonché l’introduzione dell’obbligo di ritiro della licenza di caccia per chi uccide specie non cacciabili. È un elemento tutt’altro che secondario: se Forza Italia votasse compatta su tali proposte — nonostante le note posizioni filovenatorie dell’On. Nevi — e se a questi voti si aggiungesse quello dell’On. Gadda (Italia Viva), anch’essa nota per posizioni favorevoli al mondo venatorio e firmataria di alcuni emendamenti peggiorativi, sarebbe possibile elimiare dal testo già approvato dal Senato lo scorso mese, almeno le disposizioni più critiche.
Resta importante, in questo quadro, il ruolo delle opposizioni. È necessario che il Partito Democratico confermi con determinazione la posizione assunta al Senato e sostenga con convinzione tutti gli emendamenti migliorativi. Al tempo stesso, occorre respingere con fermezza le proposte che puntano a peggiorare ulteriormente il provvedimento: ad esempio dall’emendamento dell’On. Schullian (SVP), che ripropone l’inserimento dello sciacallo dorato tra le specie cacciabili, a quelli presentato dall’On. Pierro di Futuro Nazionale, volti tra altri aspetti peggiorativi a indebolire ulteriormente il ruolo dell’ISPRA e a sottrarre i calendari venatori alla possibilità di impugnazione davanti al TAR. Si tratta di iniziative gravi, che rischiano di compromettere ulteriormente l’equilibrio tra tutela della fauna, rispetto della legalità europea e corretto funzionamento dei controlli pubblici.
La partita parlamentare resta dunque aperta: conti alla mano se le opposizioni votassero compatte e a queste si aggiungessero Brambilla e tutti e tre i deputati di Forza Italia con anche solo uno dei deputati di Lega e Fratelli d’Italia il provvedimento, modificato, andrebbe in terza lettura all’esame del Senato.
Nei prossimi passaggi sarà qui fondamentale che si compatti una maggioranza di 15 voti sui 29 totali della Commissione, con le opposizioni e una parte del centrodestra, capace di fermare almeno le norme più pericolose e di riportare il confronto entro un perimetro di responsabilità istituzionale, tutela della biodiversità e rispetto degli obblighi europei.