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Delfinario di Rimini: riapertura illegittima. Ministro Ambiente faccia rispettare decreto chiusura

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Ultimo aggiornamento

martedì 1 luglio 2014 22:00

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L’annunciata riapertura, sabato prossimo, del delfinario di Rimini è illegittima e la concessione di autorizzazione comunale alla riapertura come Acquario costituisce una violazione di legge che faremo valere di fronte alla Giustizia amministrativa. Il Sindaco di Rimini Gnassi,  ha infatti ignorato completamente le istanze delle associazioni, rifiutandosi di riceverle e ha anche ignorato la diffida a concedere tale autorizzazione motivata dall’applicazione della Legge sui Giardini zoologici e dalla decisione del Ministero dell’Ambiente di chiudere il delfinario, già presa con un decreto di chiusura firmato dal Ministro stesso! Il Sindaco ha anche ignorato che esiste una Direttiva europea sui Giardini zoologici e una Legge dello Stato (il Decreto Legislativo n°73/2005) che devono essere rispettati da strutture come il delfinario, ora trasformatosi in un improbabile “spettacolo viaggiante”. 

La LAV ha scritto una lettera aperta al Ministro dell’Ambiente Galletti affinché non permetta che un Sindaco possa irridere e calpestare le leggi dello Stato, una direttiva europea, ed una inchiesta della Procura della Repubblica con tentativi da azzeccagarbugli che, certamente, non tengono in considerazione la sensibilità dei cittadini, e i compiti e le decisioni di altre Istituzioni. E’ ora che il Ministero dell’Ambiente applichi completamente la direttiva sugli zoo e ponga fine a questa vergognosa violazione delle leggi nazionali e comunitarie. 

“Al Sindaco di Rimini Gnassi, diciamo che non basta farsi scudo di interpretazioni illegittime delle leggi e non bastano furbizie di autorizzazioni temporanee, architettate nelle pieghe delle leggi – dichiara Roberto Bennati Vicepresidente della LAV - Ma sa bene che si sta prestando ad un atto illegittimo che espone la città di Rimini ad una pessima figura giuridica e morale e che tale decisione è assolutamente in contrasto con le decisioni a lui note già prese dal Ministro dell’Ambiente. Il Sindaco dovrà spiegare alla giustizia amministrativa come possa aver autorizzato una struttura chiusa dal Ministro dell’Ambiente e spiegare come non si sia accorto che altri due delfinari e un acquario in Italia operino come zoo con licenza ministeriale e non come circo!! Ci domandiamo, inoltre, come sia stato possibile il superamento dei riscontrati problemi di staticità della struttura, rilevati dal Servizio Tecnico di Bacino e che hanno portato il Comune di Rimini ad una richiesta di ulteriori documenti sulla sicurezza della struttura appena qualche giorno fa.  E domandiamo al Sindaco: cosa ne penseranno i cittadini delle spese che dovranno pagare per difendersi davanti alla Giustizia amministrativa?”

La LAV continuerà in ogni modo a far valere i diritti degli animali e a battersi per far chiudere definitivamente questa struttura, già indagata per maltrattamento e già chiusa con Decreto del Ministro dell’Ambiente. Vogliamo confermare a tutti i cittadini e le persone che rispettano gli animali e le leggi, che la nostra battaglia non si fermerà e che, a partire dai prossimi giorni, organizzeremo nuove attività legali, di protesta e pressione sulle Istituzioni affinché il delfinario di Rimini, ora “spettacolo viaggiante” sia consegnato al passato dello sfruttamento degli animali. Ci abbiamo creduto per i delfini ed ora continueremo la battaglia per i leoni marini, perché per noi #LAVeralibertà è solo in mare.  

Barbara Paladini