Delfinario di Rimini: Corte d'Appello conferma condanna del Direttore

Oggi la Corte d’Appello di Bologna ha confermato la condanna del Direttore del Delfinario di Rimini per maltrattamento di animali (544 ter c.p.), mantenendo la confisca dei delfini, affidati allo Stato come richiesto dalla LAV, senza derubricazione del reato all’art. 727 c.p.

Assoluzione per la Veterinaria, una decisione clamorosa: vedremo perché nelle motivazioni e valuteremo con attenzione il ricorso in Cassazione non lasciando nulla di intentato per dare giustizia ai delfini!

La sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Rimini ad aprile 2019, infatti, aveva condannato il Direttore e la Veterinaria del delfinario di Rimini rispettivamente a 6 e 4 mesi di reclusione, perché ritenuti colpevoli di maltrattamenti animali. Il primo caso in Italia e in Europa.

Salvi, almeno fino al prossimo grado di giudizio, i delfini.

E' stata infatti convalidata la richiesta di LAV, ammessa nuovamente come parte civile nel processo, e della Procura di confisca degli animali, attualmente affidati ai Ministeri di Ambiente, Salute e Politiche Agricole; i delfini non potranno quindi essere messi in vendita. Una ulteriore novità assoluta per l’Italia, che apre un nuovo importante e positivo capitolo nella tutela giuridica degli animali.

La conferma sia pure parziale della sentenza e soprattutto della confisca degli animali  da parte della Corte d’Appello rappresenta un ulteriore capitolo positivo nella difesa dei diritti degli animali. Ci aspettiamo che la condanna sia confermata anche in Cassazione e che i delfini coinvolti in questo incubo, siano definitivamente salvi.

La nostra battaglia continua 

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