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Approvato DL Sicurezza-bis: ammonimento per chi maltratta animali, nessuna novità sui coltelli

Con riferimento alla tutela degli animali, il testo introduce alcune modifiche.

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lunedì 27 aprile 2026

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Reati contro gli animali: entrano nella prevenzione della devianza minorile

Con 162 voti a favore, 102 contrari e un astenuto la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il Decreto Sicurezza-bis, convertendo in Legge il provvedimento entro la scadenza del 25 aprile.

Con riferimento alla tutela degli animali, il testo introduce alcune modifiche, intervenendo su profili specifici della normativa vigente e apportando positive integrazioni e precisazioni a disposizioni già esistenti.

Reati contro gli animali: entrano nella prevenzione della devianza minorile
L’intervento di maggiore rilievo riguarda i reati contro gli animali. Con un emendamento della Legaa prima firma della Senatrice Erika Stefani, il provvedimento interviene sul decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123 (cosiddetto “decreto Caivano”), inserendo i reati di uccisione di animali (art. 544-bis del codice penale) e di maltrattamento di animali (art. 544-ter del codice penale) tra quelli per i quali si può procedere alla procedura di ammonimento del questore nei confronti di minori, allargando ulteriormente l’applicabilità dell’istituto.

L’ammonimento del questore è una misura preventiva di natura amministrativa e non penale, che consiste in un richiamo formale rivolto al minore, alla presenza dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale, finalizzato a prevenire la reiterazione di comportamenti ritenuti problematici.

Avendo natura diversa, tale istituto si colloca fuori dal momento giudiziario in senso stretto e può essere adottato anche senza una denuncia o prima che si apra un procedimento vero e proprio. In questo senso, serve ad agire anche in anticipo rispetto alla configurazione della fattispecie, allorquando emergono segnali di pericolo. Oltre alla funzione giuridica, ha una forte finalità sociale: responsabilizzare e avvisare il soggetto, nonché prevenire la possibile escalation della violenza.

Il coinvolgimento della famiglia e dell’ambiente educativo rappresenta infatti un elemento centrale della misura, che mira a rafforzare anche la responsabilità degli adulti di riferimento e a stimolare percorsi di correzione precoce delle condotte. Alla luce di ciò, è importante sottolineare che l’inserimento di questi reati nel perimetro della norma comporta, inoltre, l’applicazione di effetti indiretti già previsti dal decreto Caivano, tra cui una sanzione amministrativa pecuniaria, da 200 a 1.000 euro, proprio nei confronti dei soggetti tenuti alla sorveglianza sul minore o all’assolvimento degli obblighi educativi, salvo che dimostrino di non aver potuto impedire il fatto.

Un segnale culturale importante
Sul piano pratico, la modifica non introduce nuove fattispecie di reato né inasprisce le pene, ma anticipa il momento dell’intervento pubblico, consentendo alle autorità di agire già in una fase iniziale del comportamento deviante. Questo significa che episodi di maltrattamento o uccisione di animali commessi da minori potranno essere intercettati più precocemente, con la tempestiva attivazione di un primo livello di risposta istituzionale.

Si tratta quindi, dal nostro punto di vista, di un intervento che presenta un valore prevalentemente preventivo e culturale. L’inclusione dei reati contro gli animali tra quelli rilevanti ai fini della prevenzione della violenza giovanile rappresenta infatti un riconoscimento esplicito del loro rilievo sociale, collocandoli tra le condotte che possono costituire segnali precoci di disagio e devianza.

Una misura dunque che, anche sul piano della percezione del fatto, aiuta a mettere in luce la gravità delle condotte a danno degli animali, anche se ad uno stato ancora embrionale.

Al tempo stesso, resta evidente il limite dello strumento, che non incide sul piano sanzionatorio e non sostituisce la necessità di un rafforzamento complessivo della tutela penale e delle politiche educative in materia di rispetto degli animali, senza le quali, tra l’altro, anche un intervento “anticipatorio” rischia comunque di essere adoperato troppo tardi.

Nessuna novità sostanziale sul tema dei coltelli
Per quanto riguarda il tema del porto dei coltelli, oggetto di ampio dibattito mediatico, il testo non introduce modifiche sostanziali rispetto al quadro normativo vigente. Non emergono infatti nuove deroghe né liberalizzazioni, e resta ferma la regola del “giustificato motivo” per il porto di strumenti atti ad offendere. 

Resta quindi fondamentale proseguire nel rafforzamento degli strumenti normativi e delle politiche educative in materia di tutela degli animali, affinché il riconoscimento del loro rilievo sociale si traduca in misure sempre più efficaci e strutturali. In questa direzione è necessario che la prevenzione si accompagni a un reale avanzamento delle tutele.