Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science lancia un nuovo allarme sull'utilizzo degli animali nella ricerca biomedica
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science [1] lancia un nuovo allarme sull'utilizzo degli animali nella ricerca biomedica: il 47% dei topi geneticamente modificati analizzati nei principali archivi statunitensi presenta, infatti, un profilo genetico non corrispondente a quello indicato nei registri.
I ricercatori hanno esaminato 611 campioni appartenenti a 341 ceppi murini, rilevando numerose discrepanze in grado di alterare i risultati sperimentali, già di per sé più che discutibili essendo basati su modelli animali.
Secondo una stima, riportata nell'articolo, applicando la stessa percentuale di discrepanze ai dati italiani, oltre 100.000 topi impiegati annualmente nella ricerca potrebbero appartenere a ceppi con caratteristiche genetiche diverse da quelle dichiarate.
Tale studio, evidenzia quindi, ancora una volta, l’inattendibilità della sperimentazione animale e la follia di una pseudoscienza che pretende/plasma a proprio interesse un metodo che è lungi dal definisrsi scientifico.
Per affrontare il problema, i ricercatori dell'University of North Carolina hanno sviluppato un sistema di certificazione genetica che verifica e documenta in modo trasparente il profilo di ogni ceppo murino distribuito ai laboratori, ma la vera soluzione non può essere questa, ma rivolgersi a modelli human-based, con un cambiamento radicale che si basi su evidenze scientifiche, modelli rigorosi, attendibili etici e rapidi, lontani dall’ombra obsoleta e fallimentare della vivisezione.
Per sostenere una ricerca diversa che aiuti, realmente, uomini, animali e ambiente.
[1] Improve genetic quality control to increase rigor and reproducibility of mouse research - PubMed