DCPM: da sabato stop caccia in zone rosse. Regioni rispettino disposizioni

La recrudescenza dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese, e le limitazioni alle attività che ne conseguono, comportano un risvolto positivo almeno sulla vita degli animali selvatici: grazie al nuovo DPCM, nelle zone rosse non si potrà andare a caccia, in quelle arancioni è cancellato il nomadismo venatorio, mentre in quelle gialle i cacciatori non si potranno muovere prima delle 5 del mattino. 

La caccia infatti non rientra fra le attività che possono essere definite necessarie, e per questo motivo è sottoposta ai limiti introdotti dal nuovo DPCM. Da sabato, quindi, stop alle doppiette in Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria, mentre in Sicilia e Puglia i cacciatori non potranno uscire dal territorio del loro comune, limitando fortemente il loro deleterio impatto sugli animali selvatici. Per le altre regioni vige invece il divieto di spostarsi prima delle cinque del mattino. Questo comporterà un ritardo nell’avvio della caccia da appostamento agli uccelli migratori, riducendo così il numero di animali uccisi da ogni cacciatore. 

Le limitazioni agli spostamenti introdotte con il nuovo DPCM daranno un po’ di tregua agli animali selvatici almeno fino al 3 dicembre decine di migliaia di loro saranno risparmiati al sanguinario passatempo dei cacciatori. Diffidiamo le Regioni rosse e arancioni dal fare colpi di testa e autorizzare la caccia nonostante i chiari divieti e limitazioni, si tratterebbe di un atto estensivo e non limitativo del nuovo DPCM e per questo illegittimo.