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Eolie isole nemiche delle capre che le abitano da millenni

Nuove cruente operazioni di cattura e trasferimento da Alicudi

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Ultimo aggiornamento

venerdì 31 luglio 2026

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LAV assieme a LNDC Animal Protection e Vitadacani diffidano le autorità e denunciano pubblicamente

Il caso delle capre “inselvatichite” delle isole Eolie prosegue con la notizia di una nuova cattura e trasferimento avvenuto la scorsa settimana di probabilmente altri cento animali dall’isola di Alicudi, oltre a quelli già deportati l’anno scorso.

Le capre abitano questo territorio da secoli, ma nel corso degli ultimi anni sono state oggetto di una vera e propria deportazione.
Più volte le associazioni hanno cercato di ottenere un incontro con l’amministrazione locale e chiesto di aprire un tavolo di confronto, senza mai ottenere alcun riscontro.

Nulla di fatto anche con le denunce depositate in Procura, a seguito delle precedenti operazioni di cattura che avevano anche provocato la morte di alcuni soggetti che spaventati erano caduti dagli scogli, e delle modalità di detenzione dei soggetti catturati in pieno sole in un recinto di fortuna realizzato per l’occasione, così come dell’utilizzo di reti da pesca sull’isola per bloccare il passaggio delle capre, cosa che ha causato la morte di diversi soggetti.

E come se ciò non bastasse, continuano ad arrivare nuove segnalazioni da parte di privati cittadini che sono fortemente preoccupati per il destino delle capre e dell’isola stessa in caso di eradicazione.

Ribadiamo l’esigenza di effettuare un censimento accurato delle capre presenti sull’isola al fine di pianificare interventi non cruenti che permettano il contenimento delle nascite ed una corretta convivenza.

Abbiamo invitato assieme alle altre associazioni una nuova richiesta di accesso agli atti per conoscere i numeri e la destinazione finale di questi animali, che da un contesto di libertà vengono imprigionati e destinati ad una vita di confinamento per arrivare poi alla macellazione.

Le isole non sono solo degli umani: anche gli altri animali hanno il diritto di continuare a vivere serenamente sulle isole, di cui fanno pienamente parte anche in termini di riconoscibilità e connotazione, al contempo rassicurando i tanti abitanti preoccupati e apportando un positivo impatto sull’opinione pubblica e sul turismo.

Perché nessuno vuole andare in vacanza in un’isola nemica degli animali.