Esperimenti che sembrano un macabro pesce d'aprile, ma non lo sono

Topi costretti a inalare vapori densi di alcol; ratti obbligati a correre per 4 settimane fino allo sfinimento all’interno di un circuito elettrificato che rilasciava scosse elettriche tutte le volte che rallentavano; giovani topi in cui sono state iniettate ripetute dosi di alcol direttamente nell’addome per due giorni; cuccioli di ratto allontanati dalla madre e isolati in gabbie. 

Sembrano un macabro pesce d’aprile, invece sono drammaticamente veri: sono gli esperimenti più “assurdi” autorizzati ed eseguiti sugli animali. A ricordarlo, anche quest’anno, la Coalizione europea contro la vivisezione ECEAE - di cui la LAV è rappresentante per l’Italia, che sottolinea come 12 milioni di animali vengano uccisi ogni anno nei laboratori europei per una pseudo-scienza che valica i confini di ogni logica scientifica, rasentando l’assurdo.

Questi sono solo alcuni drammatici esempi di quel che accade nei laboratori, senza alcun fondamento scientifico e senza alcuna considerazione per la vita e la sofferenza di esseri senzienti, vittime di sperimentazioni che vengono incredibilmente autorizzate nonostante le evidenti impossibilità di ottenere dati applicabili all’uomo, che si differenzia da ogni altro animale per genetica, anatomia, fisiologia, contesto socio-psicologico e condizionamento ambientale. 

Pensare e accettare che queste violenze siano il prezzo da pagare per l’avanzamento della ricerca è sbagliato. Se si vuole fare un passo avanti nella scienza bisogna abbandonare il modello animale che appartiene a una ricerca della fine dell’800, mai validata dal punto di vista scientifico, mentre le nuove tecnologie senza animali, si sono dimostrate  utili, rapide ed etiche.

Rivolgiamo un appello al Ministro della Salute Lorenzin: per dare un input concreto alla ricerca sulle dipendenze non permetta slittamenti del termine del 2017 per il divieto di testare su animali sostanze d’abuso come alcol, droghe e tabacco (previsto dal decreto legislativo n.26 del 2014).

Barbara Paladini

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