Crescono gli abbandoni dei cani brachicefali ma si continua a selezionare animali destinati a vivere con gravi problemi di salute
Respirare non dovrebbe essere una fatica. Eppure, per migliaia di Bouledogue Francesi, Bulldog Inglesi, Carlini e altri cani brachicefali, lo è ogni giorno. Dietro quello che molti considerano un muso "tenero" o "buffo" si nasconde infatti una selezione genetica che, nel tempo, ha privilegiato caratteristiche estetiche sempre più estreme a discapito della salute e del benessere degli animali.
Il recente approfondimento pubblicato da La Stampa, che racconta del crescente numero di Bouledogue Francesi abbandonati o ceduti ai rifugi, mette in luce una conseguenza di questo fenomeno: quando emergono le difficoltà di gestione, le frequenti necessità veterinarie e gli elevati costi delle cure, alcune famiglie non riescono più a farsene carico. Ma il problema nasce molto prima dell'abbandono.
Che cos'è l'extreme breeding? Con il termine extreme breeding ("allevamento estremo") si indica la selezione intenzionale di animali per ottenere caratteristiche fisiche esasperate, richieste dal mercato o dagli standard di razza, ma che compromettono la loro salute e il loro benessere.
Non riguarda solo i cani brachicefali. Rientrano nell'extreme breeding anche altre caratteristiche selezionate perché considerate esteticamente desiderabili, come pieghe cutanee eccessive, arti molto corti, occhi particolarmente sporgenti o altre conformazioni che aumentano il rischio di malattie, dolore o limitazioni funzionali. Negli ultimi anni la comunità scientifica e veterinaria ha evidenziato sempre più chiaramente come queste caratteristiche non possano essere considerate semplici peculiarità della razza, ma rappresentino vere e proprie alterazioni morfologiche che espongono gli animali a sofferenze evitabili.
Per questo il nuovo Regolamento europeo sul benessere e la tracciabilità di cani e gatti rappresenta una svolta importante: introduce, per la prima volta, il principio secondo cui non devono essere allevati animali con caratteristiche fisiche eccessive che comportino un rischio per la loro salute e il loro benessere. Un cambio di paradigma che LAV considera fondamentale per promuovere un allevamento realmente rispettoso degli animali.
Quando l'aspetto viene prima della salute
Nel corso degli anni alcune razze sono state selezionate per ottenere caratteristiche fisiche sempre più accentuate: musi estremamente corti, teste molto larghe, occhi prominenti, pieghe cutanee profonde. Questi tratti, spesso premiati negli standard di razza e percepiti come desiderabili dal mercato, non sono semplici caratteristiche estetiche. Sono spesso associati a condizioni patologiche che compromettono in modo significativo la qualità della vita degli animali.
Tra le conseguenze più frequenti troviamo:
Queste condizioni non rappresentano un'eccezione, ma sono conseguenze prevedibili di una selezione orientata all'aspetto anziché alla salute. Da anni la comunità veterinaria richiama l'attenzione sui gravi problemi sanitari legati all'allevamento di animali con caratteristiche morfologiche estreme.
L'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) ricorda che il respiro rumoroso e il russamento, spesso considerati "tipici" dei cani brachicefali, non sono aspetti normali o divertenti, ma veri e propri segnali clinici di una difficoltà respiratoria. L'associazione sottolinea inoltre la necessità di riportare la selezione verso caratteristiche anatomiche compatibili con una buona salute.
Anche la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari Italiani (FNOVI), rilanciando la posizione della Federation of Veterinarians of Europe (FVE), evidenzia come la selezione di caratteristiche estreme provochi sofferenza evitabile e invita allevatori, giudici cinofili, veterinari e futuri proprietari a promuovere un modello di allevamento che metta il benessere dell'animale al primo posto. Il messaggio è chiaro: ciò che oggi viene spesso percepito come una caratteristica della razza è, in realtà, il sintomo di un problema che hanno creato gli allevatori e chi acquista questi cani.
Gli abbandoni sono il sintomo, non la causa. Molte persone scelgono un Bouledogue Francese, un Carlino o un altro cane brachicefalo senza essere pienamente consapevoli delle implicazioni che la sua conformazione può avere sulla salute e sulla qualità della vita. Quando arrivano le prime difficoltà – visite specialistiche, interventi chirurgici, limitazioni nell'attività fisica, necessità di particolari attenzioni durante l'estate e spese veterinarie anche molto elevate – alcune famiglie si trovano impreparate. L'aumento degli abbandoni o delle cessioni raccontato dalla cronaca è quindi il risultato di un sistema che continua a promuovere e commercializzare animali selezionati per caratteristiche che compromettono il loro benessere. A pagare il prezzo più alto sono sempre loro.
Un importante passo avanti dall'Europa. Per questo consideriamo particolarmente importante il nuovo Regolamento europeo sul benessere e la tracciabilità di cani e gatti, approvato nel 2026 dopo un lungo percorso legislativo.
Tra le novità più significative vi è il divieto di allevare cani e gatti con caratteristiche fisiche eccessive che comportino un rischio per la loro salute e il loro benessere, nonché il divieto di esporre questi animali in mostre, esposizioni e competizioni quando tali caratteristiche determinano sofferenza. Si tratta di un principio innovativo, perché per la prima volta la normativa europea affronta in modo esplicito il tema dell'extreme breeding, riconoscendo che l'estetica non può prevalere sul benessere animale.
Abbiamoseguito da vicino tutto il percorso legislativo europeo, contribuendo al confronto con le istituzioni e sostenendo la necessità di norme comuni più efficaci.
Serve un cambiamento culturale. Le norme sono indispensabili, ma da sole non bastano. Occorre cambiare il modo in cui guardiamo agli animali e il criterio con cui scegliamo di accoglierli nelle nostre famiglie. Un cane che fatica a respirare, che rischia un collasso durante una passeggiata nelle giornate più calde o che necessita di interventi chirurgici per poter condurre una vita più normale non dovrebbe essere considerato "tipico della razza". Dovrebbe rappresentare un campanello d'allarme. Per noi il benessere degli animali deve sempre prevalere su qualsiasi standard estetico. Per questo continueremo a sostenere norme che contrastino l'allevamento, a promuovere una corretta informazione rivolta a chi decide di vivere con un cane o un gatto (anche tra i felini ci sono razze brachicefale) e a disincentivare l’acquisto di animali, primo fattore che alimenta l’allevamento e la vendita.
Prima di scegliere un cane, scegliamo di informarci. Dietro un aspetto che può sembrare irresistibile possono nascondersi problemi di salute destinati ad accompagnare l'animale per tutta la vita. Scegliere consapevolmente significa mettere al primo posto il suo benessere, non la moda o l'estetica. È anche così che possiamo contribuire a contrastare l'extreme breeding e promuovere un rapporto con gli animali fondato sul rispetto, e non sull'apparenza. Perché nessun animale dovrebbe nascere con una sofferenza già scritta nel proprio patrimonio genetico.