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Farina di grillo, via libera dell'UE all'utilizzo come ingrediente

A partire dal 23 gennaio, in tutta l’Unione Europea potranno essere venduti e comprati liberamente prodotti alimentari contenenti grillo (Acheta domesticus) fatto in polvere.

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Ultimo aggiornamento

giovedì 19 gennaio 2023 12:32

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La verità, signori sul grillo nel panino

L'ok della Commissione è arrivato dopo il parere positivo dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e per 5 anni, sarà l’azienda vietnamita Cricket One Co a poter commercializzare l’ingrediente.

Una nuova epoca di attenzione alle etichette è davanti a noi, sarà necessario cercare la "polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus (grillo domestico).

E potremo trovarla nel “pane e nei panini multicereali, nei cracker e nei grissini, nelle barrette ai cereali, nelle premiscele secche per prodotti da forno, nei biscotti, nei prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita, nelle salse, nei prodotti trasformati a base di patate, nei piatti a base di leguminose e di verdure, nella pizza, nei prodotti a base di pasta, nel siero di latte in polvere, nei prodotti sostitutivi della carne, nelle minestre e nelle minestre concentrate o in polvere, negli snack a base di farina di granturco, nelle bevande tipo birra, nei prodotti a base di cioccolato, nella frutta a guscio e nei semi oleosi, negli snack diversi dalle patatine e nei preparati a base di carne destinati alla popolazione generale”.

La polvere di Acheta domesticus si ottiene attraverso una serie di fasi, che includono un periodo di digiuno di 24 e l'uccisione degli insetti mediante congelamento.

Ma non solo grillo, e non solo per l’entomofagia umana diretta.
Sono dieci le specie di insetti autorizzate e allevate per alimentazione umana e/o animale nell'UE (
Hermentia Ilucens, Musca Domestica, Tenebrio Molitor, Alphitobius Diaperinus, Blaps Mucronata, Gryllades Sigallatus, Gryllus Assimilis, Acheta Domesticus, Locusta Migratoria, Apis Meliferae).

Specie che popolano ulteriori allevamenti intensivi, ulteriori impatti ambientali e altro sfruttamento di animali che, se destinati ai mangimi, significano anche il triplicare di una filiera già inefficiente (es. allevamento di insetti per allevamento di maiali allevati per cibo destinato alla tavola).

Che siano insetti, capretti, cani, o struzzi si tratta di esseri che soffrono, invece di godere della vita dignitosa e rispondente alle loro caratteristiche etologiche e specie specifiche, vita a cui hanno diritto.

Tutti. Non scelti in base a categoria crudeli, basate su tradizioni alimentari che non hanno senso di esistere in società che – quando fa comodo - si vantano di conoscere le conseguenze delle scelte collettive e individuali anche sui singoli esseri.

Il cucciolo di cane è un amico gentile, ma la dolce espressione di un vitello non convince affatto gli onnivori a non mangiarlo e l’armonica struttura di un grillo può essere tranquillamente congelata e macinata!

No, non deve essere così. Non può più esserlo. Perché la soluzione per una minor sofferenza e per un futuro sostenibile ed eticamente accettabile c’è ed è arcinota.

Basterà potenziare e diffondere la produzione di alimenti 100% vegetali per il consumo umano, evitando di far nascere ogni anno trilioni di esseri, per poi confinarli, ucciderli e mangiarli direttamente o indirettamente, attraverso altri animali.